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Lo spazio personale della comunicazione

by: sandroflora
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Hai notato che l'estate,al mare,sulle spiagge,
l'uomo triplica la sua aggressività?


Diversi studi di psicologia
hanno dimostrato che la causa è dovuta,
oltre che alla temperatura elevata e al sovraffollamento,
alla riduzione del suo spazio vitale,
cioè quella zona
o bolla cosidetta "prossemica"
immediatamente vicina al proprio corpo.


Sicuramente hai anche notato come la gente si precipita

per conquistare una sorta di territorio delimitandolo con ombrelloni,
asciugamani e sedie pieghevoli,

costringendo così il suo prossimo a tenere adeguate distanze
dal proprio spazio personale.


Tutti noi abbiamo,intorno al nostro corpo,uno spazio che ci avvolge,
che ci separa e che ci protegge dal resto del mondo.


E' uno spazio mentale che esiste nella nostra mappa del mondo
ed è chiamato spazio prossemico o bolla prossemica perchè si sviluppa
tutta intorno a noi.


La gestione dello spazio che ci separa dagli altri è un elemento chiave
in tutte le attività che ci riguardano.

Lo spazio determina sempre gli effetti della comunicazione.

Edward T.Hall,uno di maggiori studiosi di prossemica
che è la disciplina
che studia che cosa siano lo spazio personale e come l'uomo lo percepisce,

ha definito quattro tipi di suddivisioni del nostro spazio,
quattro diverse zone interpersonali che corrispondono
alle differenti categorie di relazioni umane:


1.La distanza intima (0-45 cm)

E' quella con accesso più ristretto.
Riservata al partner o ai familiari più stretti.

E' permesso il contatto fisico.
L'orientamento del corpo è frontale.
Un accesso da parte di persone estranee viene percepito
come un invasione che provoca disagio.

Pensa quando devi condividerlo con sconosciuti in ascensore o sull'autobus.


2.La distanza personale(45-120 cm)


Questa zona è meno ristretta.
Vi sono ammessi familiari meno stretti,amici e colleghi.
Il contatto fisico è possibile ma solo su alcune zone del corpo
come le braccia e le spalle.

L'orientamento del corpo rispetto agli altri è talvolta frontale,
più spesso laterale.
In questa zona si svolgono comunicazioni informali.

3.La distanza sociale (1,2-3,5 metri)


In quest'area svolgiamo tutte le attività
che prevedono interazione con persone sconosciute o poco conosciute.

E' anche la zona nella quale si svolgono gli incontri formali come un incontro d'affari.
Il contatto che si instaura è prevalentemente visivo e uditivo.


4.La distanza pubblica (oltre i 3,5 metri)


E' la zona delle occasioni ufficiali,un comizio,una conferenza,
una lezione universitaria o riunione di lavoro.

Caratterizzato da assenza di contatto fisico
(il contatto è solo visivo e uditivo) e da relazioni formali.


Nel libro "La dimensione nascosta",
Hall osservò che la distanza che ci fa sentire a nostro agio
dipende dalla propria cultura:

gli italiani,i norvegesi,i sauditi e i giapponesi
hanno infatti diverse concezioni di vicinanza.


Gli europei e gli asiatici si tengono fuori dal raggio del braccio,
gli arabi,invece preferiscono stare molto vicini tra loro,quasi gomito a gomito.


In alcune zone meridionali dell'India,
quando gli individui della casta più bassa
incontrano i bramini,la casta più alta,devono tenersi ad una distanza di 39 metri!


Per riuscire quindi a sentirsi in armonia con gli altri
può essere utile prendere coscienza del proprio rapporto
con lo spazio ed allenare la nostra sensibilità a riconoscere
le esigenze di coloro che ci stanno intorno.



"Per non sentire freddo i porcospini
si raggruppano tra loro,ma se si avvicinano troppo
l'uno all'altro si pungono reciprocamente con i loro aculei.
Quindi occorre trovare la giusta vicinanza
alla quale non si ha freddo ed evitare quell'intimità
che in determinati casi può ferire."
(Michael Birkenbihl a proposito di un famoso esempio di Nietzsche)

Saluti Sandro

About the Author

Sandro Flora

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http://tecnichedivenditaecomunicazione.blogspot.com/


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