Preparazione per le mostre di canarini
by: igor
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A muta ultimata inizia il
periodo di selezione dei canarini migliori da destinare alle
manifestazioni espositive. E’ il periodo più gratificante perché consente di
estrarre dalla voliere il meglio della produzione, verificarne la provenienza
di accoppiamento, capire se l’indirizzo selettivo scelto ha dato i frutti
attesi, e poi iniziare la preparazione vera e propria.
Accurato controllo del mantello per vedere che non ci
siano penne rotte, malformate, ancora mancanti, sbuffi ai fianchi e soprattutto
macchie melaniche che possono essere evidenti nelle ali o nella coda, o
nascoste nel piumino soprattutto vicino alle cosce.
Anche tracce melaniche possono essere presenti nel becco
o nelle zampe. E’ da considerare che una piuma persa o tolta per ricrescere ha
i suoi tempi che vanno dalle due-tre settimane per le secondarie, alle quattro
settimane per le remiganti e alle sei per le timoniere. Finita l’ispezione
generale si passa ad abituare il canarino alla gabbia singola simile il più possibile a quella da
esposizione. Un accorgimento per dare al canarino una posizione più slanciata
sul posatoio è quella di mascherare la parte anteriore della gabbia in modo da
lasciare scoperta solo la parte superiore.
Con questo accorgimento si costringerà il soggetto ad
alzarsi sul posatoio per poter vedere fuori dalla gabbia, facendogli così
prendere l’abitudine ad una posizione eretta a tutto suo vantaggio in un
confronto in sede di giudizio. E’ poi buona norma abituare i soggetti
maneggiando la gabbia, spostandola, mettendola in terra come normalmente
avviene durante il giudizio; a volte lasciando le gabbie ammucchiate in terra
per qualche tempo, trasportandole al loro posto senza eccessiva cautela, in
modo da ricreare le condizioni del giorno della mostra.
Tutto questo può avvenire anche in occasione della
visita in allevamento di amici, che con l’occasione di far vedere i soggetti si
abituano gli stessi a diventare più mansueti ed a familiarizzare con l’uomo.
Come potete osservare, l’ allevamento di
canarini deve essere ben
programmato.
E poi bisogna presentarli puliti questi benedetti
canarini. Quindi è necessario lavarli.
Poca attrezzatura e un po’ di abitudine a maneggiarli ed
è fatta. L’attrezzatura può essere una gabbia infermeria che si può benissimo
costruire in poco tempo. Una cassetta aperta solo sul davanti dove si applica
un frontalino per l’accesso. Due ante di plastica scorrevoli su guide ricavate
sul legno del frontale provvedono a chiudere la cassetta anche sul davanti. Due
posatoi e un doppiofondo che alloggerà due lampade normali da 75 watt cadauna.
La dimensione della cassetta ovviamente sarà in relazione
al frontalino utilizzato.
Le due lampade collegate in parallelo saranno comandate
da un interruttore messo sul filo che poi a mezzo spina si collegherà alla rete
elettrica. Meglio se si vuole utilizzare un interruttore parzializzatore che
consente di alzare o abbassare il volume luminoso potendo così regolare la
temperatura interna alla gabbia. Un valore di 25-30°C. è sufficiente per
asciugare il canarino in 15-20 minuti. E’ ovvio che anche la temperatura del
locale debba essere di almeno 18-20°C. per non creare sbalzi di temperatura
deleteri.
Il lavaggio è forse la parte più delicata. A seconda di
come si presenta il soggetto si deciderà se intervenire solo nei punti sporchi,
oppure si dovrà lavarlo completamente. Nel primo caso basterà acqua tiepido-calda
con dentro uno shampoo magari delicato per i bambini.
Con uno spazzolino per denti a setola morbida si
laveranno le parti sporche facendo attenzione di non andare mai contropelo,
risciacquando poi sempre con acqua tiepida magari con dentro un po’ di aceto
bianco che dà lucentezza al piumaggio, o altri preparati che ogni ditta del
settore offre tra i suoi prodotti.
Una prima asciugatura con carta da cucina e poi in
gabbia riscaldata fino ad asciugatura avvenuta.
Nel secondo caso, ovvero lavaggio totale, il soggetto
sarà in un primo momento lavato totalmente sempre utilizzando gli ingredienti
visti prima. Cioè si dovrà immergere totalmente il canarino nell’acqua saponata
lavandolo con lo spazzolino mai contropiuma, successivamente immergerlo
totalmente nell’acqua di risciacquo in modo di avere un lavaggio totale, indi
avvolgerlo in un foglio di carta da cucina in modo da avere una prima
asciugatura grossolana, magari aiutandoci con un phon per capelli, e quindi
metterlo nella gabbia infermiera per la definitiva asciugatura.
Questo secondo metodo è consigliabile utilizzarlo una
sola volta in quanto è poi facile che il piumaggio si scomponga specie sulle
guance o nel codione rendendo il soggetto impresentabile ad esposizioni
successive. Per prendere un po’ di abitudine è meglio provare prima su un
soggetto macchiato o non bello, così un po’ di esperienza aiuterà le operazioni
sui soggetti destinati alle mostre.
Ricordo di aver preparato per un amico uno stamm di
femmine avorio rosa mosaico. Bene dopo il lavaggio quell’amico non le
riconosceva più tanto erano cambiate.
Ma attenzione nel maneggiare i soggetti, a non strappare
piume già mutate e quindi colorate perché saranno rimesse sì, ma brinate
perdendo così in intensità di colore.
Tenere presente che una leggera spruzzata di acqua
obbliga il canarino a ripassarsi il piumaggio, a spalmare di grasso le piume
rendendo così il mantello più lucente ed attillato.
Invece per tenere la coda più unita e chiusa si può
legarla utilizzando una sottile striscia di carta gommata. E’ ovvio che la coda
deve essere totalmente mutata; comunque tenere sotto controllo ed intervenire
in caso di ricrescite ritardatarie.
Gli anellini di alluminio sporcano la zampa e anche le
piume della coscia, cosa intollerabile per un canarino mosaico da esposizione.
Naturalmente si possono lavare facendoli bollire in acqua e bicarbonato per
alcuni minuti, ottenendo una pulizia apprezzabile. Questa è la reale esperienza
di un umile allevatore
di canarini di colore .
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Boggio Silvano, allevatore di canarini di colore
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