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Quando la Cina sceglie l'Italia per la convenienza

by: filippom82
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Il mondo dell’automobile è in forte fermento. L’ingresso dei costruttori cinesi (e a seguire indiani), è un punto di discontinuità difficilmente trascurabile all’interno di un panorama mondiale, quello dell’automotive, solitamente restio a cambiamenti. L’incremento della competizione porta minacce ma anche nuove opportunità per chi sa cogliere i cambiamenti in atto. L’aumento del numero di competitor apre nuovi spazi, da un punto di vista della progettazione, specie per quanto riguarda il design. Finora infatti i costruttori cinesi si sono fatti notare più per l’accuratezza delle copie, in diversi casi veri e propri plagi di modelli famosi, che per spunti stilistici originali. È altrettanto palese come pure i cinesi, prima o poi inizieranno a pensare al design, in quanto nessuno è indifferente alla bellezza delle forme (al Salone di Pechino le vetture più ammirate dagli stessi cinesi sono state, nemmeno a dirlo, le Gt italiane). Deve aver pensato questo Roberto Piatti, 45 anni, ingegnere meccanico, con alle spalle 10 anni da direttore della Stile Bertone e 8 all’Idea Institute quando ha fondato Torino Design ( www.torino-design.com ): una sorta di studio di consulenza on demand. Un progetto innovativo sotto molti punti di vista, nato a marzo 2006 e che coinvolge 30 persone con uffici a Moncalieri e Shanghai. 30 è il numero di specialisti individuato da Piatti per garantire credibilità e assistenza completa ad ogni progetto, che all’occorrenza diventano 150, quando, in caso di necessità, vengono coinvolti altri 120 esperti, sfruttando il supporto di fornitori esterni già selezionati. Dunque flessibilità innanzitutto, che permette di ridurre e non poco i costi altrimenti esorbitanti, abbattendo i costi fissi che non vengono ripartiti sempre e comunque per ogni cliente per essere ammortizzati, ma a seconda dell’effettivo impiego di personale; e qualità elevata assicurata dall’esperienza e competenza di Piatti e Giuliano Biasio ( ex responsabile del design alla Bertone e posto a capo dello staff fisso di design). La formula si è rivelata vincente: Torino Design è stata già interpellata per le gare indette da costruttori europei, cinesi e indiani alla pari con gli studi tradizionali. “In dieci mesi ha condotto 19 studi di ricerca, costruito 12 modelli in scala naturale, sviluppato otto studi di fattibilità ingegneristica†(Gentleman, nr.70 pg.206).
Da segnalare come tra i primi a rivolgersi a Torino Design siano stati proprio i cinesi e in particolare Chery, Casa cinese famosa per la copia della Matiz, oggi evidentemente in cerca di un proprio family feeling, per poter competere in ambito internazionale e non solo in patria. Le prime due show-car, il SUV Lui e la coupè sportiva Lei, esposte nello stand Chery, firmate da Torino Design sono state molto apprezzate.
Il fatto che Torino Design venga scelto dai cinesi per la convenienza in relazione all’alta qualità dei propri prodotti, dovrebbe indurre a riflettere su come il mercato cinese possa trasformarsi in una risorsa incredibile per il Made in Italy, se solo le aziende italiane iniziassero a focalizzare l’attenzione non solo sugli aspetti negativi (diritti d’autore ecc..) ma anche sulle enormi potenzialità e opportunità connesse a tale nuovo immenso mercato.

www.torino-design.com

(fonte: â€A progetto continuoâ€, Gentleman, nr.70, Dicembre 2006, pg.205-206)

Gianluca Marconato

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