Donnie Darko: sogno o realtĂ ?
by: foscodelnero
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Donnie Darko – Richard Kelly - 2001 – 8
Donnie Darko è uno dei film più discussi e controversi degli ultimi decenni, sia per il suo contenuto, sia per la maniera con cui ha acquistato l’attenzione del grande pubblico. Cominciamo proprio da questo secondo fattore: girato nel 2001, Donnie Darko è stato a lungo ignorato dai distributori statunitensi (e di conseguenza anche da quelli europei, giacché spesso noi europei scimmiottiamo gli americani), fino a che non si è conquistato una nomea grazie al passaparola degli appassionati su internet. A quel punto, come per magia, qualcuno si è accorto del film e ha deciso di portarlo al cinema prima e di distribuirlo poi. Il successo della pellicola è stato devastante, e ancora oggi il film fa discutere.
Bene, ma di cosa parla Donnie Darko? Ottima domanda… in sostanza tratta il tema delle realtà parallele, dei viaggi nel tempo e dei vari universi possibili... Non sembra un programma molto leggero e frivolo, no? Specialmente per un film di tipo adolescenziale, posto che Donnie è un liceale alle prese con i problemi tipici della sua età … ma, a guardarlo meglio, anche da qualcuno in più, visto che già va in fisioterapia, prende psicofarmaci, soffre di sonnambulismo, appicca incendi (sia volontariamente sia inconsciamente), ha inquietanti visioni. Sembra un tipo originale, vero??
Le vicende iniziano una fatidica notte: Donnie sente una voce che gli dice di svegliarsi e scende in cortile a incontrare il possessore della voce. Di fronte si trova un coniglio gigante. O meglio, si tratta di un essere umano vestito con un costume e una maschera da coniglio. Frank, questo nome del “coniglio”, gli dice che il mondo finirà precisamente 28 giorni dopo (giusto per essere chiari, fornisce anche ore, minuti e secondi, che il ragazzo provvede a scriversi sul braccio). Si tratta di un sogno? Di realtà ? Di pazzia?
Donnie non è sicuro di nessuna delle alternative, ma con il procedere della storia prenderà confidenza sia con le rivelazioni-informazioni di Frank (che continua a vedere di tanto in tanto), sia con le sue intuizioni, incoraggiate peraltro da bizzarre coincidenze (Nonna Morte e il suo libro, i serpenti che escono dal torace e i vettori del viaggio nel tempo, etc). Nel mentre, come plausibile, nella mente del ragazzo (ma anche in quella dello spettatore) si formano numerose domande. Da dove proviene il pezzo d’aereo caduto nella casa di Donnie? Frank è reale? E chi è? Chi è veramente Nonna Morte, prima suora, poi scrittrice, e alla fine (apparentemente) vecchia pazza? Il mondo sta per finire sul serio?
Donnie Darko è un film che pone molti interrogativi, ma che tuttavia non fornisce un numero corrispondente di risposte, lasciando lo spettatore nel dubbio su quel che è o che non è. Anche se, alla fine dei giochi la spiegazione a quanto successo è solo una: Donald, consapevole del fatto che continuare a vivere avrebbe in qualche maniera generato degli effetti distruttivi nell’universo, sceglie di sacrificarsi (sacrificando peraltro proprio l’unico momento della sua esistenza in cui era davvero felice), facendo così realizzare quello che avrebbe dovuto accadere fin dal principio (e che non è avvenuto a causa dell’intervento di Frank) con la caduta del motore in camera sua.
Interpretazioni a parte, il film è un film di grande spessore, altra prova del fatto che si può fare ottimo cinema senza grandi budget, senza grandi effetti speciali, senza grandi nomi (il protagonista, Jake Gillenhaal, è diventato famoso proprio grazie a questo film, mentre l’unico nome di rilievo, quello di Drew Barrymore, è relegato in un ruolo secondario).
Fosco Del Nero
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