Il Cavaliere super-oscuro
by: ChiaraWhite
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Il 16 luglio è uscito Il Cavaliere Oscuro, lanciato e super annunciato a causa della morte di Heath Ledger e dagli ultimi avvenimenti che hanno portato Christian Bale alla ribalta. Ma questo non è il momento di parlare delle vicende reali o presunte che coinvolgono gli attori di questo immaginifico film, è il momento di parlare di cinema.
Il Cavaliere Oscuro, secondo film di Christopher Nolan sul super eroe Batman, si apre con una mirabile scena d’azione, una spettacolare rapina in banca che ricorda tanto i film d’azione degli anni settanta, dove ognuno ha un ruolo, ma non sa fino in fondo come sia stato congeniato il piano…già questo è il preludio di quello che sarà l’intero film: un continuo cambio di prospettiva, chi è buono, in fondo non lo è e può diventare più cattivo del cattivo, chi è morto in realtà non lo è, chi è cattivo, è cattivo, chi non lo è sarà comunque additato come il nemico per eccellenza di tutti.
Insomma un gran gioco delle parti, un gran mescolamento di ruoli e di maschere, come nella grande tradizione della tragedia greca. Troppo grosso il paragone? La maschera di Jocker sembra proprio una di quelle indossate dagli attori tragici nell’antichità , un riferimento preciso al passato. Un riferimento travolto dalle immagini mirabolanti, dalle trovate, dalle esagerazioni che in un film di genere come questo non possono mancare.
Christian Bale è granitico, come dovrebbe essere, non tanto per la maschera (con il nuovo costume può muovere la testa), ma per la mania anglosassone di avere una dentatura “perfetta”, simpatici e rassicuranti Morgan Freeman e Michael Caine. Maggie Gyllenhaal inutile (curioso trovarla qui, dopo che il fratello era stato coprotagonista di Brokeback Mountain), tanto quasi da far rimpiangere Katie Holmes del precedente capitolo, alla quale assomiglia in maniera impressionante, Aaron Ekhart giustamente diviso nel confronto con il suo personaggio. Heath Ledger è semplicemente irritante e spesso è difficile tollerare la sua presenza così magnificamente deturpata, inutile ricercare sul suo volto i connotati di quello che resta e sempre sarà Ennis Del Mar. Oscar postumo? No, grazie, meglio eroe maledetto.
Chiara White
About the Author
Vive a Ferrara, lavora a Bologna.
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