Mauro Cerminara ,il ribelle del cinema italiano
by: stiffler
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Intervista esclusiva realizzata il 17 Giugno 2009
Mauro Cerminara, nato a Cariati (Cosenza) il 15 settembre del 1978, ha 30 anni. Ha esordito ufficialmente dietro alla macchina da presa nel 2001.
Responsabile artistico e tecnico-professionale del film “La finestra sul mare ”, primo film italiano che parli di eutanasia (prodotto da Dreamwork Industry
Entertainment Italia),è stato finalista di svariati concorsi tra cui Mendicinocorto, Cinebook festival di Montecatini alla quale ha presenziato il ministro
dei beni culturali Sandro Bondi,…solo per citare gli ultimi in ordine cronologico. Ha ricevuto molteplici riconoscimenti tra cui Il ciak di calabria.
Dal 2001 ad oggi ha diretto interpretato e prodotto 11 cortometraggi.
Nel 2001 ha fondato la “Dreamwork Industry Entertainment Italia” producendo oltre che i suoi lavori anche diverse trasmissioni televisive e oltre 30 tra
spot e videoclip dei quali ha sempre curato regia e montaggio e nel 2007 ha realizzato il cortometraggio “AD Memoriam” scritto e interpretato da Alessandro
Pess che lo ha voluto al suo fianco nella regia e nel montaggio.
Attualmente il regista Mauro Cerminara è impegnato nella realizzazione di 3 Cortometraggi e un lungometraggio dell quale si riserva di non dare notizie
D. Quali le motivazioni che l’hanno spinta a diventare regista? E cosa rappresenta per lei il cinema?
R. sembra strano ma è molto difficile rispondere a questa domanda,forse la risposta è la più semplice perchè il cinema mi ha sempre affascinato,
fin da bambino sognavo di vivere in prima personona le scene dei film che vedevo e forse proprio questa è stata la molla che ha fatto scattare
tutto.il cinema rappresenta tutta la mia vita non riesco a pensare alla mia vita senza cinema, il che non significa che è una questione di vita
o di morte bensi è un modo di vivere, ecco per me il cinema è proprio questo un modo uno stile di vita che va al di la dei soldi e del successo.
D. Qual è stata la sua formazione?
R. Ora opererò una banalissima e frettolosa distinzione. Secondo me, infatti, esiste un aspetto che non ti insegna nessuno, ossia la sensibilità di
raccontare e, se possibile, di emozionare. Temo sia qualcosa di innato. Poi esiste il modo con cui si racconta, la tecnica, che è migliorabile, sempre.
Tornando alla domanda, non ho mai frequentato una scuola di cinema. E potrei giustificare questa mia mancanza vantandomi di aver letto
libri sul tema o di aver visto tante volte tutti i film che hanno segnato la storia del cinema. Ma secondo me tutto ciò conta molto poco.
Potrei leggere altrettanti volumi sulla scultura senza mai riuscire ad intagliare neppure un faccione. E così la cosa che più mi è stata d'insegnamento,
al di là di ogni lettura o visione, è stato l'iniziare ad immaginare come avrei raccontato ogni scena della mia vita. Schizzofrenico, ma utile.
D. Può dirmi qualcosa del suo lavoro sul set?
R. Il set è un'esperienza eccitante, seducente. E' un frullatore di emozioni. Si riesce finalmente ha dare una dimensione reale alle proprie immaginazioni.
E di solito giunge dopo mesi di preparazione. E' un po' come immaginare spesso il corpo di una donna che non puoi svelare. E quando finalmente giunge
l'ora tutto è inebriante. Per quanto riguarda il rapporto con il mio staff, ho sempre creduto che una squadra unita e compatta fosse assai più forte di
una con qualche solista e poca amicizia. E' pur vero che prima di girare organizzo molte riunioni per spiegare cosa voglio. Così, sul set, è tutto molto
facile.
D. Perchè ha scelto questo titolo "la finestra sul mare"?
R. I motivi sono due, il primo è di carattere letterario ossia, la finestra e il mare sono viste come una metafora della vita, un passaggio dall'oppressione
alla libertà, e la secondaper dar modo allo spettatore di capire e soprattutto di vedere le bellezze della mia terra la Calabria.
D. Perché ha scelto di parlare di un tema così importante?
R. Ho scelto di parlare dell'eutanasia, perché in Italia si ha paura di farlo,non nascondo che abbiamo avuto molte difficoltà per realizzare questo film,
perchè appena sentivano l'argomento tutti si tiravano indietro. non so perchè questo film abbia fatto così tanto clamore e abbia scatenato le ire di tanti
a prescindere dall'etica che possiamo mettere da parte io non ho fatto altro che raccontare una storia. Storie del genere vengono vissute tutti i giorni da
di persone che in silenzio vivono nel proprio dolore incomprese e abbandonate a se stesse. Col mio film non ho fatto altro che dar voce a coloro che non
possono esprimere le proprie opinioni, con questo non ho la presunzione di affermare che cambierà qualcosa,, però chi vedrà questo film saprà che da qualche
parte nel mondo c'è un Alex che soffre e che è arrivato il momento di fare qualcosa.
D. Quanto interviene sul lavoro del direttore della fotografia?
R. Abbastanza, come su ogni altro aspetto dei miei film, dalle scenografie ai costumi. Non c'è nulla che io lasci interamente alla scelta degli altri.
D. Che tipo di rapporto ha con i montatori? Le capita di visionare un primo montaggio e di cambiarlo molto?
R. A dire il vero mi capita di assistere a tutte le fasi del montaggio. Dall'acquisizione all'export finale perchè monto io stesso i miei film.
Ammetto però di trovare molte difficoltà quando mi trovo a montare scene nelle quali io interpreto dei personaggi perchè come tutti gli attori
bado molto all'aspetto estetico ma poi la ragione prevale e faccio quello che è meglio per il film.
D. In che modo un’ispirazione può essere inficiata dalle regole e dai tempi di una produzione?
R. Quando ho scritto “La finestra sul mare” Ho bussato a molte porte, senza alcun esito. Ma poichè credevamo fermamente in questo progetto insieme ai miei
più fidati collaboratori Francesco Garasto, Domenico Liguori, Rocco Santoro, Nicola Rovito e Giuseppe Iacobino abbiamo deciso di autotassarci pur di
realizzare questo film e Dreamwork Italia ha subito avviato la produzione. Preziosa è stata la collaborazione con l'imprenditore Cataldo Carrozza di Rossano Calabro , Domenico Carlino di Pietrapaola e
con Eugenio Piovosa della genius Management che ormai da anni collabora con noi con i suoi attori, in questo caso ha collaborato anche finanziariamente appunto perchè il progetto era molto importante.
D. Quando potremo ammirare la sua prossima opera?
R. A fine estate inizieremo le riprese di due progetti molto interessanti quale la donazione e il traffico di organi e siamo in via di produzione.
D. Il suo sogno nel cassetto è?
R. Vorrei continuare ad emozionare.
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