Recensione del film 'Il papà di Giovanna'
by: anna_82
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Un film drammatico in cui il regista Pupi Avati ci offre un ritratto della Boogna (la sua città natale) della fine degli anni trenta.
Un racconto minuzioso dell’epoca; l’entrata in guerra, la repubblica di Salò e la liberazione che a volte gli spettatori dal nucleo centrale del film che è un drammatico fatto di cronaca.
Un dramma familiare contestualizzato in un periodo storico molto travagliato.
Giovanna è la figlia diciassettenne di un professore di disegno, che soffre il disagio di non sentirsi adeguata fisicamente e poco desiderata; un disagio avvertito ancora oggi in moltissimi giovani, forse anche in misura maggiore. Giovanna effettivamente è un po’ bruttina e il papà , il professore Michele Casali, quasi rinuncia alla propria vita per dedicarsi amorevolmente alla propria figlia. Pur di convincere Giovanna che non è affatto brutta, convince un suo studente a corteggiarla in cambio di privilegi nella valutazione scolastica. Questo inganno però, produce effetti devastanti quando Giovanna vede il ragazzo fare l’amore con la sua migliore amica nella palestra della scuola. Presa da un raptus di follia la ragazza uccide l’amica e viene condannata al ricovero in una clinica psichiatrica.
Un film drammatico che coinvolge gli spettatori, e a confermarlo sono gli stessi attori del cast. Francesca Neri (nel ruolo della madre della ragazza) afferma: ‘calarmi nei panni della madre della ragazza è stata una bella esperienza, ma mi ha fatto soffrire molto. Nel film oltre a Silvio Orlando (nel ruolo del maestro) e Alba Rohrvacher (Giovanna) troviamo anche Ezio Greggio in una veste tutta nuova: ‘è stato un onore lavorare con Pupi Avati, ho semplicemten tolto gli abiti comici, e in punta di piedi ho ascoltato questo grande maestro’.
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Scritto da Anna
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