Ricaricare la cartuccia di una stampante: la prova dei fatti
by: igor
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Una possibile soluzione è ricorrere ai kit di ricarica per la cartuccia
stampante , con i quali è possibile reintrodurre del nuovo
inchiostro nella cartuccia ormai esaurita. Poiché il costo di questi kit è
normalmente piuttosto basso, questa soluzione appare assai attraente, ad un
primo sguardo.
Per potervi riportare un'informazione
adeguatamente circostanziata, ho fatto prima una rapida ricerca in rete per
capire, in teoria, cosa va bene e cosa magari no: la prima considerazione è che
i costi di acquisto dei kit sono universalmente molto bassi, anche se
confrontati con i prodotti compatibili o rigenerati; fin qui tutto bene. Ma
subito cominciano ad apparire le prime perplessità: ad esempio i kit di ricarica per i toner consentono di riempire la cartuccia di inchiostro, ma non di
sostituirne tutte quelle parti che vanno incontro ad usura e che generalmente i
produttori di rigenerato dichiarano di sostituire nei prodotti venduti al
pubblico. Quindi, almeno per i toner, la ricarica dovrebbe essere applicabile
solo per un numero limitato di volte, nella migliore delle ipotesi. Inoltre la
polvere usata per ricaricare il toner è da molti considerata tossica (forse
anche cancerogena), e quindi è raccomandabile molta attenzione nell'affrontare
la ricarica di un toner laser. Le cartucce per le stampanti a getto
d'inchiostro sono certamente più sicure per la salute, perciò, per passare alla
verifica pratica della mia indagine, punto su questo tipo di prodotto. La
stampante scelta è un modello Epson.
Acquisto l'inchiostro cartuccia
e scopro che questo è specifico per ogni modello e marca di stampante, quindi,
se possedessi diverse stampanti, dovrei acquistare gli inchiostri per ciascuna
di esse. Leggo le istruzioni ed inizio la procedura: devo aprire la cartuccia
per poter versare all'interno l'inchiostro, perciò mi armo di un piccolo
cacciavite e attacco il coperchietto della cartuccia. La cartuccia però non era
completamente vuota e qualche goccia di inchiostro esce dalla stessa e imbratta
la mia scrivania: avevo preventivato di macchiarmi le mani, ma questo
inconveniente mi costerà poi una buona mezz'ora a base di alcool e olio di
gomito, per ripulire la scrivania. Verso l'inchiostro, lentamente e con molta
attenzione sulla spugnetta interna, lasciando che lo assorba piano piano,
tuttavia una parte della spugna si è visibilmente seccata ed infatti non
assorbe l'intera quantità di liquido che avrebbe dovuto. Ci vuole pazienza, se
si versa l'inchiostro troppo velocemente si rischia di versarlo ovunque e
potrebbero restare intrappolate delle bolle d'aria che impedirebbero il
regolare funzionamento della stampante. Con non poca difficoltà rimetto il
coperchio al suo posto e mi accingo al secondo passo: la mia cartuccia ha al
suo interno un piccolo chip che calcola quanto inchiostro rimane, basandosi sul
numero di pagina che sono state stampate, occorre quindi farle dimenticare che
la cartuccia è già stata usata fino a esaurimento, o la stampante continuerà a
crederla vuota. Occorre un accessorio speciale, il resetter, che mi
accorgo di non avere nel kit che ho preso; sospendo l'esperimento e vado a
procurarmi il resetter, scoprendo che il suo acquisto annulla praticamente
tutto il presunto risparmio della faccenda: in teoria potrei utilizzarlo per le
prossime ricariche, ma se cambiassi stampante?
Torno alla mia cartuccia, deciso ad andare fino in
fondo: il reset è abbastanza semplice, accosto il marchingegno alla cartuccia,
premo un tasto e zap, riporto il contachilometri a zero. Rimonto
trepidante la cartuccia nella stampante, attendo che carichi la vecchia-nuova
cartuccia, e poi effettuo un ciclo di pulizia, come consigliato nelle
istruzioni. Lancio una pagina di testo in stampa: il risultato contiene un
sacco di righe vuote, decisamente non ci siamo. Ripeto con accanimento parecchi
cicli di pulizia, ma, al di là del fatto che una buona parte dell'inchiostro se
ne sarà già andata così, alla fine il risultato migliora solo di poco. Può
andare bene per una bozza, ma non è assolutamente presentabile, soprattutto in
un ambito professionale o semi professionale.
In conclusione, mi sento di sconsigliarvi di
provare a ricaricare una cartuccia
stampante, in quanto i risultati sono di bassa qualità, occorre
investire una discreta quantità di tempo, ci si sporca, e, per i toner laser,
potrebbe anche essere nocivo alla salute.
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Ufficio stampa Leading the way esperta nella consulenza per la vendita di cartucce compatibili
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