DICO: PRINCIPI ASSOLUTI O RELATIVISMO MORALE
by: italiasolidale
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Eâ di questi giorni lâultima, forte presa di posizione della Chiesa Cattolica in merito alle unioni di fatto. Lâarcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, neopresidente della CEI, durante la sua prima prolusione ha ribadito la sacralitĂ dellâistituto del matrimonio, che ha âstabilitĂ per ordinamento divino e perciò... in vista del bene sia dei coniugi e della prole che della societĂ , non dipende dallâarbitrio umanoâ, cosicchĂŠ le leggi degli uomini non possono âsovvertire la norma scritta dal Creatore senza che la societĂ venga drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso fondamento basilare.â
Lâarcivescovo, contro chi accusa la Chiesa di ingerenza politica, ha affermato con forza che quando il Papa ricorda lââunicitĂ irrepetibileâ della famiglia, âlo fa perchĂŠ, nonostante la crisi profonda che essa attraversa e le molteplici sfide che essa deve affrontare, tutti si sappia adeguatamente âdifenderlaâ, âaiutarlaâ, âtutelarlaâ e âvalorizzarlaâ per il bene concreto, attuale e futuro, dellâumanitĂ â e non certo per mettere in atto un sopruso, unâinvadenza di campo o per la ricerca di potere temporale (basterebbe altrimenti âimboccare la via facile dellâaccondiscendenzaâ). Lâarcivescovo Bagnasco si è conseguentemente pronunciato in merito al disegno di legge in materia di DICO (âDiritti e doveri delle persone unite in stabili convivenzeâ), ritenuto âinaccettabile sul piano dei principi, ma anche pericoloso sul piano sociale ed educativoâ, registrando la preoccupazione che lo stesso provvedimento ha suscitato in seno al laicato cattolico.
Una presa di posizione valoriale, morale, di âprincipioâ, contro i DICO, in difesa famiglia naturale e del diritto della Chiesa di tutelarla e promuoverla. Concetti ribaditi nella successiva Nota Pastorale CEI ÂŤa riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unione di fattoÂť. âL'ampio dibattito che si è aperto intorno ai temi fondamentali della vita e della famigliaâ chiama in causa la Chiesa, âcustode di una veritĂ e di una sapienza che traggono la loro origine dal Vangeloâ. La tutela della famiglia âaperta alla vitaâ, che âgarantisce la continuitĂ e la cura delle generazioniâ, è essenziale sia per il bene di ogni individuo che per quello della societĂ intera. Di qui lâappello ai politici cattolici, i quali âdevono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana, tra i quali rientra la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donnaâ.
Qual è stata la reazione del mondo laico, in modo particolare delle piĂš alte istituzioni della Repubblica? Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti si è pronunciato asserendo che âLa laicitĂ dello Stato è elemento fondativo delle istituzioniâ e che è necessario âavere rispetto per i fenomeni religiosi, in particolare per la presenza significativa della religione cattolica, ma proprio per questo bisogna avere l'ambizione di realizzare ogni giorno la laicitĂ dello Stato". Ma ormai, per il presidente della Camera, âil rapporto tra legislatore e autoritĂ religiose è una questione che fa parte del dibattito pubblicoâ e che può essere âun discorso utile, anche se aspro, se si parte da due considerazioni principali: la prima è che la laicitĂ dĂ lâidea dellâautonomia del legislatore; la seconda è che esiste una libertĂ delle gerarchie ecclesiastiche al potersi esprimereâ. Spiega ancora Bertinotti, âsi può anche valutare sin dove questi due temi possono spingersi senza ledere una pacifica convivenza. Ma resta fermo il dovere delle istituzioni a difendere la propria laicitĂ che altrimenti facendo farebbe aprire un vulnus, dovendo ammettere che la Costituzione non esprime valori capaci di fondare su di essi la facoltĂ autonoma del legislatore divenendo elemento di fortissima delegittimazioneâ.
Sia la CEI che Bertinotti si sono richiamati allâesistenza di valori e di una coscienza umana che possa concepirli ed interpretarli correttamente, adeguando ad essi lâazione individuale e sociale, per il bene dei singoli e della collettivitĂ intera. E hanno ribadito il diritto-dovere delle Istituzioni che rappresentano (la Chiesa â lo Stato) di garantirne e tutelarne lâespressione.
Il richiamo allâesistenza e alla difesa di valori umani universalmente condivisi, ha alla radice la concezione che la vita umana abbia una sua natura ben determinata, e debba pertanto essere rispettata per quello che è, nella sua intima essenza. Eâuna posizione che da una parte si pone contro il relativismo morale, del âfaccio come voglio-quello che penso-magari, nei limiti in cui non nuoccio agli altriâ, idea che tanto sta prendendo posizione nella societĂ odierna; dallâaltra può addirittura rafforzare tale relativismo, laddove paradossalmente venga esso stesso istituzionalizzato come principio: ed è quello che si rischia di fare nel caso dei DICO - âla famiglia è come di fatto credo/voglio che sia, e lo Stato deve garantirmene il dirittoâ.
Dovâè allora la veritĂ ? Nella vita. âLa vita non sâinganna: è come è, non come penso o come altri diconoâ, è lâassioma alla base della âcultura come vitaâ radicata nellâesperienza di Padre Angelo Benolli, Fondatore e Presidente di Italia Solidale. Cultura che anima il movimento del triplice volontariato di Italia Solidale, per soddisfare la fame dello spirito e del corpo del mondo odierno. Fame del corpo, per cui muoiono ogni giorno 30.000 bambini nei paesi in via di sviluppo. Fame dello spirito, che sta uccidendo lâanima di 340.000.000 di depressi, nel ricco occidente.
La vita ha una sua intima essenza, che va rispettata; essenza che si esprime per il 90% attraverso lâinconscio, come la scienza ampiamente dimostra. Eâ errato pertanto ridurre la vita umana alla pura attivitĂ conscia, che equivale solamente al 10% del nostro essere. Eppure, la nostra cultura occidentale, impregnata dellâIlluminismo razionalista e laicista (dâorigine francese) come del materialismo economico capitalista di matrice inglese, afferma il primato di quel 10%, escludendo o sottovalutando fortemente tutto il resto. Ecco allora il primato dei valori, della morale, della coscienza, a cui fanno riferimento anche Istituzioni politiche e religiose.
Padre Angelo Benolli, sacerdote esperto in scienze umane, nella sua quasi cinquantennale esperienza a contatto con persone afflitte da ogni sorta di problematiche, ha potuto constatare lâesistenza di sei energie personali, naturalmente ordinate, fatte per la relazione: la Grazia, lâanima, la sessualitĂ , i nervi e il corpo, inconsce, che irrorano la mente, la facoltĂ razionale. Questo attraverso un confronto continuo con le diverse discipline scientifiche, antropologiche, storiche e religiose. Le Sacre Scritture stesse affermano lâesistenza di queste forze presenti allâinterno dellâAlbero della Vita e dellâAlbero della Conoscenza del Bene e del Male (Genesi). Quando queste energie non vengono rispettate, cioè non sono nellâamore, subiscono dei condizionamenti, che ne impediscono lâespressione libera e creativa, causando sofferenze e riduzioni di ogni tipo, che colpiscono lâindividuo, la famiglia, la societĂ . Se ogni male viene dalla persona, è partendo dalla persona, dalla sua storia inconsciamente ferita, che deve avvenire il suo recupero, la sua guarigione, la sua conversione alla vita.
âLa vita non sâingannaâ non è un ideale; è una realtĂ . Ma i principi, i valori scritti nellâAlbero della vita, chi li può cogliere? Chi ne può avere coscienza? I sacerdoti? I politici? Gli scienziati? Gli psicologi? Gli âopinion makersâ? La coscienza, senza tutte le energie dellâAlbero della Vita, non può essere vera. Solo chi ha lâAlbero della Vita, può avere lâAlbero della Conoscenza del Bene e del Male, affermano le Sacre Scritture. Solo chi ha preservato la propria anima in collegamento con Dio, una sessualitĂ matura, dei nervi e un corpo sani, può avere una coscienza sapiente. Senza la piena espressione delle forze inconsce, non si potrĂ mai avere una coscienza, una morale, dei principi che siano veri. Il relativismo morale, poi è in ogni caso deleterio, perchĂŠ nasce da una immaturitĂ della vita che fondamentalmente nega la creativitĂ , redenzione e veritĂ di Dio; che nega la forza dellâanima, che porta il sesso allâamore, rendendo cosĂŹ i nervi e il corpo sani e la mente cosciente. E la dimostrazione evidente è la contraddizione in seno al laicismo senza fede, razionalista e materialista: pone lâuomo al centro dellâuniverso... senza considerarne le forze costitutive di Dio e dellâanima! Un uomo dimezzato... che è il soggetto di tutte le Dichiarazioni dei Diritti dellâUomo, dal â700 ad oggi. Ma anche la spiritualitĂ che si ferma ai soli principi morali, che non entra nelle ferite della vita, nella realtĂ dei suoi condizionamenti personali, famigliari, sociali, culturali, che aiuto esistenziale può dare ai tanti confusi?
Per superare il laicismo senza fede, per superare una fede che non penetra nei drammi della vita, è necessaria una nuova cultura, che entri nella storia di ogni esistenza; ne comprenda i danni, impressi nei condizionamenti, causati dal non amore, dalla mancanza di rispetto individuale e relazionale delle forze personali e, con competenza ed amore, risolva tutte le fissazioni e le deviazioni dei condizionamenti delle forze dellâinconscio; faccia percepire alla persona e alla cultura che la vita non sâinganna e che è giunto il momento che lâuomo fuoriesca da ogni ateo laicismo, ma anche da ogni ignorante dipendenza. La vera morale è quella di Cristo e di chi, con la Sua croce, attraverso un percorso di incarnazione nella propria storia condizionata, di croce personale â di impegno e di lotta contro i condizionamenti - e di resurrezione â di guarigione e conversione delle proprie energie personali alla vita â si fa eucaristia, nella relazione matura con gli altri. Eâ in Cristo la vera cultura di cui abbiamo bisogno.
Una cultura che entri in ogni singola esistenza, perchĂŠ ogni persona ha proprie energie ferite, condizionate, da liberare. Ma per far ciò, ci vuole tutta le competenza data dalla coerenza dellâesperienza delle forze della vita, in Dio. Eâ la veritĂ dello Spirito che dĂ la competenza per sostenere le persone nel proprio cammino di incarnazione-croce-resurrezione, al di lĂ di ogni laicismo o spiritualismo; è attraverso la veritĂ dello Spirito, che muove e rinnova continuamente la realtĂ , che si può giungere effettivamente a quel rinnovamento culturale, fedele alla vita, di cui tutto il mondo necessita. Questa realtĂ di vita è necessaria ad ogni laicismo perchĂŠ sia vero, ed ad ogni religiositĂ perchĂŠ sia umana.
Ecco il perchĂŠ della proposta culturale di Italia Solidale: una âcultura come vitaâ, che coglie la realtĂ della vita, rispettandola e promuovendola, con competenza ed amore. PerchĂŠ gli uomini ritrovino lâespressione libera delle proprie energie in Dio. Potete approfondirla attraverso i libri di P. Angelo Benolli: âDieci punti di sviluppo di vita e missioneâ, âUscire da ogni ingannoâ e âLa vita non sâingannaâ (Italia Solidale Editrice); ne consigliamo caldamente la lettura, in modo particolare in questo periodo di Pasqua. Per la resurrezione nostra e di tutto il mondo!
Italia Solidale VOSVIM onlus
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La vita non si inganna. Ogni giorno muoiono 30000 bambini di fame nel sud del mondo (UNDP 2004, FAO 2006) e nei paesi industrializzati ci sono 340 milioni di depressi (WHO 2006). Italia Solidale promuove una cultura come vita per soddisfare la âfame dello spirito e del corpoâ, basandosi sulle energie libere di ogni persona per unâautentica âglobalizzazione della solidarietĂ â.
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P. Angelo Benolli ed Alessandra Contigiani
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