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E noi ci siamo adesso, cara Vittorina

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E noi ci siamo adesso, cara Vittorina

"L’allarme clima sta portando a titoli sui giornali e a considerazioni che sfiorano il ridicolo. È stata quindi indovinata quella pubblicità che invita a comprare una casa in collina perché tra qualche anno ci sarà il mare. Ma se sentite i rumors della gente, gli argomenti non si discostano di molto: ai neo viticoltori dicono di investire sugli Appennini (l’ho sentita con le mie orecchie) perché un grado in più del globo porterà il cotone nelle vigne. Ma si può? Ci aspetta un caldo tropicale, esattamente come i pronostici dello scorso anno. A questo punto, se avessi tanti soldi investirei nella De Longhi: tutta pubblicità gratuita per i suoi pinguini. L’altra parte allarmistica delle notizie riguarda invece la nostra salute. E i consigli sulle diete si sprecano. È dimagrito persino l’omino della Michelin, mentre in America stanno riabilitando l’uomo grasso che sarebbe un positivo, felice (bè bastava riandare al proverbio "uomo de panza, uomo de sostanza"). Ma intanto c’è chi dice di mangiare solo una volta al giorno, contro il parere ormai assodato di fare cinque pasti (si fa per dire). È una babele dentro cui s’è messo a scalare la notizia più sensazionale anche Veronesi, per il quale è meglio un pasto al giorno, ma senza la polenta. Come dagli torto: si risparmia sulle emissioni gassose e il pianeta è salvo.

Insomma, a leggere i giornali viaggiamo di allarmismo in allarmismo e a questo punto il nostro mestiere di giornalisti sta diventando pericoloso, ancor più quando si esercita con leggerezza l’irresponsabilità della notizia che fa sensazione. La politica non è da meno. Ora, in Inghilterra, una storica rivista libertaria ha chiesto scusa dicendo che la cannabis fa male; in Italia, negli stessi giorni, abbiamo sentito un ministro che davanti al problema dell’alcolismo ha affermato che di cannabis non è mai morto nessuno. Siamo frastornati senza sapere mai una cosa certa. È tremendo tutto questo: internet ci vomita le informazioni più disparate, ma non c’è più criterio di giudizio per discernere il vero dal falso. Beppe Bigazzi e Sergio Grasso, per un certo periodo, si sono divertiti a inventare bufale da mettere su internet, per poi leggerle su qualche rivista o libro, prese paro paro.

Dove vogliamo arrivare? Io dico che ci dobbiamo mettere insieme. E già lo siamo. La stupidità - ormai ne sono certo - si combatte in un solo modo: sommando le intelligenze. E insieme si è più intelligenti. C’è poi anche un modo per sconfiggere il pessimismo dilagante: stare con chi è positivo.

In questo periodo di girovagare ne ho incontrata una, una bella persona, che si chiama Vittorina Zuffellato. Una persona discreta, ma decisa, un’imprenditrice di successo, ma di quelle che son pronte a buttare il cuore oltre l’ostacolo se l’avventura val la pena d’essere vissuta. Lei è rimasta colpita da un borgo, abitato dallo spirito di una contessa, in quel di Castelraimondo. Da Ferrara a questo centro delle Marche, per svariati anni, ha fatto tantissimi chilometri, fino a creare una cosa dell’altro mondo, bella, innanzitutto bella, con camere, parco, ristorante, centro benessere e quant’altro, ai piedi del castello. Ci sono stato per incontrare venti bellissimi ragazzi che finivano un corso di formazione e hanno creato un evento dedicato al gusto. Vittorina mi ha voluto accanto a sé alla cena di gala, a fine giornata e nel suo discorrere col sorriso mi ha raccontato cosa vuol dire inseguire un sogno, con tenacia. Alle persone sveglie poi capita anche di carpire i segni che misteriosamente arrivano e di coglierne le opportunità. E lei lo ha fatto. Sentendola parlare dei suoi collaboratori, del territorio, dell’amorevole ammirazione per suo nipote (che vorrei conoscere), m’ha fatto venire in mente quello che diceva un mio amico: nella realtà c’è sempre un punto di fuga che sembra irrazionale, ma che è la chiave di volta delle cose. Non siamo soli, Vittorina, di questo ormai ne siamo certi e se c’è una cosa che vale la pena d’affermare è che la vita si gioca adesso.

Adesso, non ieri tra rimorsi e rimpianti, né domani tra la pretesa e l’incanto. E' "adesso" che si trasforma la realtà, che ci comunichiamo un bene, che riprendiamo a costruire quelle cattedrali di certezza, che sembrano sparite nel relativismo generale. "Adesso" è anche il nome di un nostro lavoro assai ambizioso. Ci abbiamo messo cinque anni per realizzarlo. È un libro, il libro della nostra vita, scandito da 365 pagine dove abbiamo voluto concentrare pillole di conoscenza per stare bene in famiglia. Vogliamo dunque ripartire da lì: dalla famiglia, da quell’assunzione di responsabilità che prima non c’era e poi s’è fatta palese giorno dopo giorno per interpellarci. Lì, in quella cosa che non c’era, si costruisce, adesso, l’uomo. Si plasma la sua umanità, si riconosce un bene, che poi possiamo solo distruggere, anche con una semplice alzata di spalle. Ma se non la viviamo adesso questa assunzione di responsabilità, portando nelle case la Bellezza, il treno della vita passa, lasciandoci ai margini della strada stanchi, cinici e disincantati. E invece noi vogliamo essere dei treni come Vittorina, dei treni di positività contagiosa. Per questo facciamo Papillon (le lettere di questa Circolare sono la testimonianza più esplicita di tutto ciò che stiamo dicendo). Per questo stiamo insieme da un capo all’altro dell’Italia. E credetemi: non è poca cosa."

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Borgo di Lanciano - Castelraimondo - Macerata - Marche - Italy


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