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GLI STATI GENERALI DEI VINI PASSITI

by: raimondi
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I vini passiti, quelli che la legislazione europea si ostina a chiamare offensivamente “da uve stramature” stanno acquisendo sempre maggiore successo. Quasi in ogni regione italiana si organizzano manifestazioni e degustazioni guidate di questi vini, da quella forse più conosciuta di Montefalco a quella, raffinata e specifica dedicata agli icewines recentemente organizzata al Vintaly dalla Rivista Donna Sommelier.

Allora perché organizzare una manifestazione sui vini passiti anche a Volta Mantovana dove non si produce neppure un vino passito?

L’abbiamo chiesto a Gianni Boselli, Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani:

”Proprio perché abbiamo una grande cultura del vino, ma non producendo vini passiti non siamo colpiti dalla sindrome dello “scarafone”, sorride divertito. In realtà il gusto ha una plasticità ed una memoria straordinaria. Si ha un bel da fare degustazioni cieche, ma ciascuno tenderà a prediligere il gusto a cui è abituato, e ciò senza nessuna malizia, semplicemente perché si è affezionato a quei profumi, a quella gradazione di dolce, a quei sapori a cui è stato abituato da tempo immemorabile. Presente la madeleine di Proust? “

Dopo un sorriso divertito riprende più seriamente: “Bene noi siamo abituati a tutt’altra tipologia di vino, quindi possiamo essere obiettivi. Ma sia chiaro non vogliamo fare una gara, ma semplicemente dei confronti per una migliore conoscenza reciproca.

Quanto poi al concetto di Stati Generali, è semplice: come gli Stati Generali francesi (e più o meno anche quelli dei Paesi Bassi) rappresentavano tutte le classi della popolazione, così noi ci proponiamo di rappresentare tutti i produttori di vini passiti, da quelli storici come i vari tipi di Vin Santo, il Moscato di Pantelleria, la Malvasia delle Lipari , ilMoscato di Noto, il Torcolato, fino ai Sauternes, o al Tokaj ungherese, visto che non intendiamo limitarci ai vini italiani. Senza sovrapporci ad altre meritorie iniziative, ci proponiamo dunque di collegare e coordinare le Terre di Produzione, le Manifestazioni e gli Enti dedicate ai Passiti, i Produttori, gli Enti Locali e il Mondo dell'Informazione per sviluppare una vera cultura del Vino Passito, e per sviluppare in particolare lo scambio di conoscenze e di informazioni fra tutti i protagonisti di questo mercato, promuovere, a livello nazionale ed internazionale, iniziative rivolte ad “informare chi informa”, in modo da far nascere vera cultura internazionale del prodotto ed infine far crescere i rapporti e gli scambi culturali fra le diverse Terre del Passito.

Concretamente organizzeremo la visita di delegazioni di giornalisti nelle Terre del Passito (anche in occasione delle diverse manifestazioni), promuoveremo lo scambio attivo di delegazioni composte da Pubblici amministratori, Giornalisti, Produttori, ecc. alle varie manifestazioni in Italia e all'estero e cureremo la diffusione di notizie a livello nazionale ed internazionale lungo tutto l'arco dell'anno, secondo un piano di comunicazione che terrà conto delle diverse Terre dei Passiti e delle loro specificità. Per questo contiamo molto anche sulla collaborazione degli amici giornalisti dell’Associazione L’Italia del Gusto.

In fondo, anche se è vero che attualmente da noi non si producono vini passiti, qui tutto è impregnato di ricordi della raffinata cultura, anche gastronomica dei Gonzaga: nel Palazzo Gonzaga, non meno che nei collegati Giardini all’Italiana sembra ancora di assistere alle memorabili feste dei Gonzaga, magari organizzate dal grande Bartolomeo Stefani, in cui certo scorrevano fiumi di vino…perché non passito?”

Gianluigi Pagano

About the Author

Giorgio Raimondi, giornalista de l'Italia del Gusto, 3468522754

web site:http://www.italiadelgusto.com 


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