TRIBUNALI: VIA FAX E LETTERE. SOLO EMAIL
by: max_articolista
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Addio alla carta. Proprio nel proverbiale regno
della carta. Da domani tutte le comunicazioni tra gli uffici giudiziari
italiani dovranno avvenire «unicamente » sotto forma di posta elettronica
certificata. La piccola rivoluzione sta nell'avverbio: anche per le
comunicazioni tra magistrati che richiedano una prova del fatto che siano
davvero pervenute al destinatario, la carta (giudiziaria) andrà definitivamente
in archivio. E lo stesso, sempre da domani, varrà anche per tutte le
comunicazioni tra gli uffici giudiziari italiani e il Ministero della
Giustizia, nonché tra gli uni e l'altro nei confronti del Consiglio superiore
della magistratura. La conversione definitiva alla email giudiziaria è logica
conseguenza anche dell'obiettivo fissato dall'ultima legge Finanziaria, che ha
imposto al dicastero di via Arenula di superare la soglia del 50% di
comunicazioni via email, pena (in caso di fallimento e di non raggiungimento di
questa soglia) una penalizzazione che prenderebbe la forma di un «taglio» del
30% al capitolo di bilancio per le spese postali (lettere e fax). Ed è proprio
questo, come intuibile, il versante materiale sul quale il passaggio senza
ritorno alle email dovrebbe far sentire immediatamente i propri effetti
economici, riducendo circa della metà i 7 milioni e 200mila euro che nel 2006
sono stati spesi per le comunicazioni cartacee tra uffici giudiziari, Ministero
e Csm.
Come tutte le rivoluzioni all'italiana, però, anche questo
primo maggio dell'email togata porterà con sé un piccolo paradosso: mentre
tutti gli altri uffici giudiziari comunicheranno tra loro e con il Ministero
via email su indicazione del Ministero, proprio il Ministero continuerà invece
a usare la carta per le comunicazioni interne tra le proprie articolazioni,
come pure nei rapporti con le altre Pubbliche Amministrazioni. Da un lato
perché non tutte queste altre amministrazioni pubbliche si sono dotate di posta
elettronica certificata, e dunque verso loro si continuerà a ricorrere alla
posta tradizionale. E poi, sull'altro versante, perché l'attuale piattaforma
informatica del Ministero non consente di protocollare in via informatica e
diretta la mail, e non permette la modifica necessaria a evitare la beffa
dell'altrimenti forzata duplicazione con il passaggio comunque alla stampa
della mail (che poi sarebbe da protocollare in modo tradizionale, scannerizzare
e infine reinviare via mail). Per adesso, insomma, è già tanto questo piccolo
passo (extraprocessuale, solo organizzativo) che una branca consistente della
pubblica amministrazione, come la
Giustizia , fa nelle comunicazioni via mail tra uffici.
Prodromo al miraggio di notifiche via mail anche all'indirizzo degli studi
legali degli avvocati per tutte le scadenze e gli atti giudiziari.
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Luigi Ferrarella - Corriere della Sera - http://www.corriere.it
30 aprile 2008
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