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Crisi Borsa e Finanza: gli Errori da NON fare e rifare

by: and7373
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Per capire lo tsunami finanziario di questi giorni bisogna tornare a 20 anni fa.
E scoprire la psicologia del risparmiatore.
L'esperienza ha sempre insegnato a non commettere gli stessi sbagli, ma ciò non accade nel mondo finanziario, visto ciò che sta succedendo nelle ultime settimane.
Si direbbe, infatti, che quando si tratta di investimenti è proprio difficile imparare dagli errori del passato.
Questo lo si può affermare perché questo tsunami, partito dall'America e che sta avendo risvolti sulle piazze europee, poteva essere previsto.
Sembra di rivivere un'esperienza già vissuta e nemmeno da tanto tempo.
Il principio da cui deriva questa crisi è racchiuso nella parola finanziarizzazione, ossia il progressivo spostamento del risparmi delle famiglie sui titoli di Borsa.
Un processo cominciato circa vent' anni fa quando i piccoli risparmiatori hanno iniziato ad investire i loro soldi in azioni che avrebbero potuto essere più reddittizie rispetto alle forme di risparmio tradizionale (conti bancari, titoli di Stato).
Grazie alle nuove forme di investimento e alla facilità offerta dal web, la Borsa diventa il tempio della ricchezza collettiva.
Tutta l'economia ruota intorno all'andamento dei titoli e gli indici Dow Jones, Nikkei e Mib diventano i principali termometri dell'economia.
Nel marzo del 2000 i titoli di società legate a Internet e alle nuove tecnologie hanno subito un calo, ma un eccesso di domanda ha fatto salire ulteriormente le loro quotazioni che sono alte così alte che qualcuno ha iniziato a vendere per guadagnare sulla plusvalenza ossia sull'incremento di valore seguito da sempre più risparmiatori.
Si è venuto così a creare un effetto domino che è sfociato nel crollo dei titoli poiché nel mondo finanziario quando tutti vendono il titolo crolla.
Oggi si sta ripetendo la stessa storia di otto anni fa .
Gli errori commessi in passato non hanno insegnato molto e la crisi di allora ha dato il via a un'altra ondata speculativa.
La banca centrale Usa, Fed, immise liquidità aumentando la possibilità per le famiglie di indebitarsi.
Gli investimenti si trasferirono sul mattone poiché questi anni di poter investire i mutui erano a portata di mano forse troppo.
Nell'estate del 2007 scoppia la crisi infatti l'insolvenza di troppi debitori fa sì che il sistema del credito immobiliare finisca con il perdere capitale tanto che un anno dopo i colossi del settore Fannie Mae e Freddie Mac devono essere salvati dalla bancarotta.
La sopravvalutatazione della ricchezza finanziaria è il dato comune delle crisi dell'ultimo decennio. In molti hanno pensato che il gioco in Borsa e la possibilità di rateizzare gli acquisti di auto o case avrebbero potuto sostituire una ricchezza reale, basata sul lavoro e sulla produzione.
Ed è proprio questo che fa pensare che si è imparato poco dagli errori del passato e che la possibilità di farlo è ancora lontana.

http://www.borsa-guadagno.com

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Andrea


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