Article marketing in italia

Welcome Guest

Search:

Articolista » Economia » Il valore di un’emozione? È il domani dell’occidente

Il valore di un’emozione? È il domani dell’occidente

by: mindconsulting
Total views: 136
Word Count: 2659

Bologna - La disponibilità di risorse finanziarie, la tecnologia e perfino le capacità manageriali, con il processo di globalizzazione in atto, se pure necessari, non sono sufficienti da soli a determinare la crescita di un Paese o dell'impresa. E’ necessario agire su alcuni intangibles ben precisi, come: originalità, valori culturali, principi etici, e capitale umano, l’uomo, la persona. Il ‘mondo italico’ lo sta sostenendo da alcuni anni.
Gradualmente, nel tempo, si è fatta largo nel mondo la ‘cultura dell’intangibile’. Mentre gli Stati Uniti si occupavano dei tecnicismi, in Europa c’è chi, come la Mind Consulting Italia, una società fondata nei primi anni 90 da tre affermati professionisti in gestione aziendale, da Bologna, è scesa in campo, ovvero in azienda, e ha preso a lavorare sugli uomini e le donne per trasformare una teoria in pratica.
Ora in Italia è ‘scoppiata’ la soft economy. L’impresa, in particolare la piccola e media impresa, si sta rendendo conto che per vincere sui mercati internazionali è necessaria una vera e propria ‘rivoluzione culturale’ tutta interna all’impresa, in grado di riportare al centro -dopo la sbronza tecnologica- l’uomo e la cultura che si porta dentro, il retaggio di millenni di storia, il suo patrimonio di conoscenze. E, molto lentamente, ma l’Italia si sta rendendo conto che, se sono questi i binari sui quali si cresce, allora forse ha una marcia in più.

Andrea Condello è l’Amministratore di Mind Consulting Italia e tra gli opinion leader più autorevoli della nuova cultura d’impresa nella fase di globalizzazione che il mondo sta attraversando, fortemente caratterizzata dal dinamismo del cosiddetto ‘quarto capitalismo’, costituito da una fitta rete d’imprese di piccole e medie dimensioni che hanno capito di poter crescere sui mercati internazionali, battendo la concorrenza delle multinazionali, solo sfruttando quella che Condello definisce come la “parte dell’iceberg sommersa, rappresentata dagli intangibles”. Intangibles dove il patrimonio ‘uomo’ è centrale, tanto che Mind ha lanciato Contest Talenti 2008 dopo il successo dell'edizione 2007.

Dottor Condello, nei giorni scorsi alcune autorevoli testate internazionali hanno parlato di ‘un’Italia in declino’, depressa, triste. Naturalmente in Italia c’è stata la rivolta. E a scendere in campo anche il Presidente della Repubblica. Quanta e quale verità c’è nell’affermazione di questi osservatori internazionali e quanta verità c’è nella difesa che l’Italia fa di se stessa?
Settori diversi vivono situazioni diverse. Dal canto mio posso dire che ogni giorno incontro imprenditori di piccole medie imprese italiane che innovano, sviluppano e vincono sia sul mercato nazionale che sui mercati esteri. penso che la globalizzazione e l’avvento dell’economia della conoscenza abbiano contribuito a creare una situazione nella quale esistono due realtà ben distinte: chi innova, abbraccia il cambiamento e si sforza di comprendere e competere in questo nuovo scenario economico vince, chi resta ancorato al passato e “resiste”, soffre e spera sempre che qualcuno intervenga per far tornare le cose come prima. Ma la dura realtà dei fatti è che i cambiamenti tenderanno ad accelerare.


L’Italia vince sui mercati internazionali, malgrado tutti i suoi limiti strutturali.
Vince quella parte dell’Italia che ha capito che deve competere sugli intangibles: la creatività, il design, il valore del brand, i legami con il territorio, la passione e la motivazione dei collaboratori.

E’ corretto parlare, come è stato fatto da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di un “nuovo esprimersi della creatività italiana”?
In alcuni settori si. Numerosi imprenditori forzati dalla concorrenza dei Paesi emergenti si sono trovati, gioco forza, a dover competere con quello nel quale noi italiani siamo tra i più forti al mondo: creare, emozionare, appassionare, essere originali. Paradossalmente quelle nostre stesse abilità sono oggi alcune tra le cose più apprezzate e richieste. In un mondo dove quasi tutti hanno o potrebbero avere quasi ogni cosa a livello tangibile, qual è il valore di un’emozione?

C’è chi, come Matteo Marzotto, Presidente di Valentino Fashion Group, parla di una ‘creatività’ italiana umiliata e imprigionata da una politica che non è per nulla rispettosa delle imprese, in particolare di quelle che vanno sui mercati esteri.
Penso che la politica oggi sia molto distante dal mondo delle imprese, in particolar modo da quel tessuto vitale rappresentato dalle piccole medie imprese. Ogni giorno incontro altri imprenditori e, quando si comincia a parlare di politica, ognuno a modo suo, cerca di cambiare discorso: c’è troppa rassegnazione. L’imprenditore ha capito che è inutile contare sulla classe politica, ha imparato che se non fa da sè, nessuno lo aiuterà. E’ triste ma è cosi.

L’eccellenza, Lei sostiene, è nella piccola impresa.
L’eccellenza oggi è ottenibile solamente coinvolgendo e liberando l’entusiasmo e il desiderio di superarsi dei propri collaboratori. Sono loro che innovano, che fidelizzano i clienti, che scatenano le grandi emozioni che fidelizzano al brand. La piccola media impresa, proprio per le sue dimensioni e per i legami personali che si creano al suo interno può farlo molto più efficacemente.

Quanto incide sulla capacità dell’azienda di fare fatturato la capacità di trasformare il lavoro quotidiano in un divertimento?
Non solo incide ma, nell’economia di oggi, è indispensabile. Se lei entra in un’azienda oggi, sarebbe in grado di capire come vanno i fatturati e gli utili anche solo guardando alle persone nel front office. Si stanno divertendo? stanno “giocando” o stanno svolgendo un “lavoro”? Il concetto di lavoro come fatica è un retaggio della cultura industriale, di un mondo che non esiste più. Gli imprenditori accorti è da tempo che lo hanno capito.

Il domani italiano è rappresentato dalla soft economy?
Certo, e non solo dell’Italia ma di qualsiasi Paese del mondo occidentale.

Sarebbe corretto dire che i principi e i valori della soft economy sono propri della cultura e della cultura imprenditoriale italiana?
Ci sarà pure una ragione per la quale noi italiani, come persone, siamo apprezzati e visti con simpatia in tutto il mondo. E la nostra creatività, la nostra passione, la nostra capacità di entusiasmarci e, a volte, anche la nostra stessa capacita di uscire dagli schemi che ci rende unici e, mi permetto di sottolineare, invidiati.

Gli intangibles quanto fanno la differenza nell’azienda e quali sono gli intangibles che fanno la differenza?
Alcuni li ho menzionati prima: la motivazione dei collaboratori ed il loro coinvolgimento nell’impresa, la qualità delle relazioni che si instaurano tra i collaboratori e i clienti, il brand che può emozionare o destare simpatia oppure no, la conoscenza, la propensione dell’azienda all’innovazione, la capacità del leader di attirare persone di valore e che sposino il sogno. L’azienda di oggi è come un iceberg: la parte emersa è il capitale tangibile (gli investimenti economici effettuati, i macchinari, le attrezzature, ecc). Questa parte funziona a causa della parte che dell’iceberg non vediamo, rappresentata appunto dagli intangibles. La verità è che oggi il vero valore di un’impresa si trova nelle teste e nei cuori dei nostri collaboratori.

Mind Consulting sostiene che una delle risorse fondamentali in azienda è il personale. Non crede che questa verità, che il piccolo e medio imprenditore italiano ha sempre avuto ben presente, si scontri, nella possibilità operativa di ‘lavorarci sopra’, con il clima di ‘lotta di classe’ che anacronisticamente persiste in Italia -e lo vediamo bene in questo periodo- determinato da una certa cultura sindacale?
Visto che stiamo competendo nella soft economy o nell’economia degli intangibili, bisogna capire che, nella maggior parte dei casi, oggi è il collaboratore che possiede e apporta questi capitali. Per questo motivo gli imprenditori accorti cercano di coinvolgere il più possibile, anche sul piano economico, i propri collaboratori nell’impresa. Allo stesso modo i collaboratori accorti hanno capito che se cambiano mentalità si aprono per loro grandi opportunità. Venendo alla cultura sindacale, premetto che molte delle battaglie del Sindacato sono state per una giusta causa, ma oggi bisogna rendersi conto che il mondo è cambiato: nella società odierna, nella maggior parte dei casi, sono i collaboratori che posseggono i capitali intangibili che servono all’azienda per competere, una situazione diametralmente opposta anche a quella osteggiata da Marx. Sto cercando solamente di dire che serve un nuovo modello, un modello dove l’imprenditore capisce che deve coinvolgere il personale e dove gli stessi lavoratori capiscono che l’unica certezza che esiste oggi non è più il Sindacato e non è più lo Stato: l’unica certezza è quello che sai, è la tua conoscenza, la tua capacità di creare relazioni e di appassionare. Gli imprenditori e i lavoratori che non lo capiranno, sperimenteranno sempre più difficoltà economiche

Se alla Sua azienda venisse affidato il compito di costruire una nuova cultura del lavoro in Italia, cosa farebbe? 
La prima cosa che manca e sulla quale interverrei è informare correttamente la gente circa il cambiamento epocale che sta avvenendo. A oggi, se partecipa a qualsiasi trasmissione televisiva che vede coinvolta la politica sente parlare di problemi lontani dalla gente, ma anche lontani dalla realtà: le persone, gli imprenditori, i lavoratori, la scuola, tutti dovrebbero conoscere quelli che noi chiamiamo i “fatti brutali”, cioè la verità del grande cambiamento che sta avvenendo sui mercati di tutto il mondo. Sono convinto, anzi lo vedo nel mio lavoro tutti i giorni, che quando le persone capiscono i cambiamenti che stanno avvenendo nell’economia, nei mercati, nel concetto stesso di valore, allora si rendono conto che è inutile erigere steccati, cercare di difendere strenuamente le posizioni acquisite, e si attivano per il cambiamento. C’è un’altra cosa molto semplice che si potrebbe fare subito: rendere più facile e possibile l’incentivazione economica dei collaboratori. Il presente sistema fa sì che tutti i collaboratori abbiano un minimo (che però spesso non permette loro nemmeno di arrivare a fine mese) ma nel contempo rende molto difficile ed arzigogolato premiare i più meritevoli. Quando parlo di incentivare economicamente i propri collaboratori, sa quanti imprenditori mi dicono? “Sa Condello, ho parlato con il mio commercialista e mi ha fatto notare che non è proprio poi così facile, che bisogna fare attenzione, ci sono un sacco di norme…”. e non parliamo di questo problema nell’Amministrazione Pubblica, nella scuola, ecc. Ma le pare che possiamo davvero competere per l’eccellenza quando anche premiare i più meritevoli viene reso difficile?

Parliamo della Sua azienda. Una holding da 15 milioni di euro all’anno.
Mind Consulting è una realtà che aiuta le imprese a reinventarsi per competere con maggior successo nei nuovi scenari economici. Alla Mind Consulting crediamo che questo sia possibile solo se l’imprenditore accetta il ruolo di leader non solo dell’azienda ma anche delle persone che guida così da portarle al successo. I servizi che la Mind Consulting offre sono mirati a creare un’azienda dove leader e collaboratori lavorano assieme, dove ci sia passione, un’azienda che attiri e faccia innamorare talenti e clienti, insomma non un’azienda grigia, ma un’azienda a colori. Ormai sono migliaia i piccoli e medi imprenditori italiani che trovano in Mind Consulting un partner affidabile che li aiuta a crescere.

Nella filosofia che anima la vostra azienda quanto c’è di autenticamente italiano e quanto invece avete mutuato da ‘dottrine’ proprie della cultura americana?
Beh, come tutti oggi, stiamo molto attenti a quello che succede nel mondo e anche negli Stati Uniti d’America, dove le nuove tendenze tendono a materializzarsi per prime ma, con il passare degli anni, abbiamo avuto la capacità di assemblare un know how importante nella gestione di impresa proprio studiando le ricette e le azioni vincenti di numerosi imprenditori italiani. Avendo avuto la possibilità di contribuire in prima persona all’espansione delle loro imprese abbiamo acquisito una grande esperienza. Tra le altre cose, proprio recentemente, abbiamo condotto e reso disponibile ai nostri clienti il primo studio mai condotto in italia sulle abitudini ed aspettative dei knowledge workers italiani, vale a dire quei collaboratori appassionati, creativi ed innovativi che oggi ogni imprenditore necessita al fine di far prosperare la propria impresa. In altre parole abbiamo raccolto una considerevole mole di informazioni circa quello che li accende, come vorrebbero essere gestiti, incentivati, che tipo di aziende ricercano quando guardano ad annunci di ricerca personale, ecc.

Se definissimo Mind come un ‘creatore di cultura d’impresa’ e di ‘valore aggiunto’ per il sistema delle imprese italiano sarebbe corretto? 
Certamente. Non sa quante volte troviamo che i testi che abbiamo pubblicato o addirittura le diapositive che usano i nostri consulenti e formatori, vengono usate in altri convegni o da altre società di consulenza. E ne siamo contenti, tanto che recentemente abbiamo deciso di rendere molti dei nostri materiali disponibili gratuitamente sui nostri siti internet.

In questo settore il futuro è degli americani o degli europei? E gli italiani come si posizionano?
Nel mercato della consulenza d’impresa, e delle selezione e valorizzazione del personale rivolta in particolar modo alle PMI, esiste una gran frammentazione. Ritengo che più che a una determinata scuola di pensiero o a un determinato Paese, in questo settore, la leadership apparterrà a chi saprà costruire le migliori relazioni a lungo termine con la clientela. Una delle grandi intuizioni della nostra azienda è stata quella di capire che gli imprenditori volevano qualcosa in più di un consulente serioso, tutto numeri, organizzazione e procedure: volevano qualcuno sì competente ma che anche fosse in grado di ispirare, accendere e trasferire passione.

Motivazione e incentivazione economica dei dipendenti-collaboratori sono, secondo Mind, le chiavi del successo dell’azienda. Lei ha coniato uno slogan attorno al quale poi si è sviluppata una particolare iniziativa. Lo slogan è “Puoi dar via anche il 50% di quello che non guadagni ora, se qualcuno ti aiuta a guadagnarlo” . Ci vorrebbe illustrare l’iniziativa e come è nata questa idea?
Un paio di anni fa ci siamo resi conto che la cultura dell’incentivazione economica dei collaboratori stentava ad attecchire in Italia e, assieme ad un pool di altri imprenditori clienti, abbiamo voluto dare l’esempio dei risultati che si possono ottenere se si coinvolgono i collaboratori. Tra risorse nostre e risorse dei clienti abbiamo raccolto un monte incentivi di circa 75.000 euro e abbiamo informato i collaboratori delle imprese che, a ottobre 2007 avremmo premiato i 40 collaboratori italiani che avessero creato maggior valore all’interno delle rispettive imprese. I risultati sono stati straordinari. Analizzando le centinaia di progetti ricevuti, abbiamo constatato che quei 75.000 euro di incentivi hanno creato un valore (sotto forma di fatturati e riduzione dei costi) per le imprese clienti che va ben oltre i 20 milioni di euro. Ma non è tutto: numerose delle imprese che hanno preso parte all’iniziativa hanno a loro volta impegnato ulteriori risorse nell’incentivazione economica interna all’impresa, creando ulteriori circoli virtuosi. Allora vede, mentre noi parliamo di crisi, di difficoltà sui mercati, ecc, un semplice gioco che coinvolge le persone crea una produttività enorme. Questo è il potenziale vero del nostro Paese.

Ci vorrebbe parlare del Contest Collaboratori 2008?
Anche quest’anno, Mind Consulting, assieme alle altre imprese partner dell’iniziativa, selezionerà e premierà i 40 collaboratori italiani che da gennaio ad ottobre 2008 avranno creato maggior valore all’interno dell’impresa dove prestano la propria opera. con maggior valore si intende incrementi di fatturati, riduzione dei costi, innovazioni di prodotto o innovazioni di procedura, ecc...  Imprese o collaboratori che volessero partecipare all’iniziativa possono contattare la Mind Consulting Italia tramite il nostro sito web o tramite una delle nostre sedi su tutto il territorio nazionale. Diciamo che premieremo 40 collaboratori ma il desiderio nostro e dei numerosi imprenditori che prendono parte al progetto, sarebbe quello di costruire un monte incentivi tale che ci permettesse di premiare anche 100-150 persone. Si immagina cosa potrebbe accadere se un progetto del genere venisse lanciato anche nella scuola?

Dottor Condello, mi scusi, Lei viene presentato come colui che traghetta “dalla cultura dell’abbastanza (accontentarsi) a quella dell’abbondanza (andare oltre i propri limiti)”. Ci vorrebbe spiegare come si traghetta?
Serve un sogno, fantasia, vedere le cose con un pò di colore e al di fuori degli schemi. Ma, soprattutto, serve entrare nella cultura dell’abbondanza: anche se le situazioni ambientali sono diverse, oggi come ieri il mondo presenta tantissime opportunità per chi voglia eccellere e raggiungere la prosperità. Le opportunità sono la fuori, spesso sei tu che non sei in una forma abbastanza buona da notarle, che sei per certi versi “disconnesso”. Pensa in grande e apri gli occhi.

About the Author

Ufficio stampa Mind Consulting Italia - http://www.mindconsulting.it/


Rating: Not yet rated

Comments

No comments posted.

Add Comment

You do not have permission to comment. If you log in, you may be able to comment.
Creative Commons
Tutti gli articoli presenti su Articolista.com sono rilasciati sotto questa licenza Creative Commons: Attribuzione - Non opere derivate 2.5. Puoi quindi prelevare gli articoli e ripubblicarli, anche a fini commerciali, a patto di citare la fonte (l'URL su articolista.com dell'articolo originale) con un link in html. Gli articoli possono essere ripubblicati solo se integralmente, riportando anche il box relativo all'autore.