Diventare Grande
by: silicostar
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Clivie passeggiava libera tra i cuscini di casa sua .Certo le scarpe coi tacchi alti della mamma avevano un che di superlativo: per quanto scomode e instabili che fossero sembravano darle già il dominio di una signora e il suo portamento.
Clivie le aveva viste ai piedi di mamma qualche settimana prima e se ne era subito innamorata: era così bella la sua mamma con quei gioielli ai piedi, così alta e austera sembrava irraggiungibile come erano i tetti della sua scuola durante la mezz’ora di ricreazione.
Passavano i secondi sui suoi passi … uno ..due …tre …… oplà e il tempo assumeva lo stesso valore imperscutabile dello spazio. La bellezza di niente riempiva il suo cuore :era un gioco che la appassionava al di fuori di ogni misura.
Era l’illusione di essere grande, ma come si fa a spiegare a una bambina che cos’è un’ illusione: non lo capirebbe mai.
Sulla fronte sudata per i saltelli dei suoi balli c’era tutta la lena di vivere e lo spirito che coltiva l’essenza fin dal primo gemito di vita. Troppo spassoso era unire quelle gambette e osservarsi i piedi colorati del sapore del suo genitore.
Ma ogni gioco di bambino che sembra infinito finisce spesso con un rumoroso capitombolo: “accidenti a quel tappeto ma chi diavolo ce l’ha messo lì…hoi hoi il mio sedere!!”
Il grido e il pianto spezzato dal dolore avevano richiamato su il suo papà accompagnato dal tonfo dei suoi arcani e pesanti passi.
“Ti sei fatta male amore? Su smettila di piangere….come…il piede…ora vediamo…dai su non è niente.E queste? Queste non sono della mamma? Ma lo sai che potevi farti male sul serio? Guarda qui le hai tutte sgualcite ,adesso la mamma dovrà ricomprarle di nuovo e non lo sò se riuscirà a trovarle uguali! Non c’è giorno che non ne combini una dritta…ma come devo fare con te! Ci parlerai tu con la mamma …sei abbastanza grande per farlo!”
Clivie aveva il fiato spezzato ,non si era resa conto bene di quello che era successo, ma a vederle bene ora quelle scarpe non erano più tanto belle ,anzi si era perfino resa conto che le stavano tremendamente larghe e che si erano ben rovinate.
Ora non sapeva come rimediare a quel danno e come spiegare tutto alla sua mamma.
Povera Clivie quante volte i freni non funzionano bene ,quante volte un momento di gioia deve pagare delle conseguenze così nefaste.
Che posso dirti Clivie ,non eri grande quando ballavi con quelle scarpe ma sei un po’ più grande ora che sei ritornata nelle tue.
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Marco Cervoni
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