www.agrelma.com : Il futuro passa dal biologico
by: new line
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Prima di tutto sicurezza e qualità del cibo. Il
Parlamento europeo si fa portavoce delle preoccupazioni dei consumatori europei
adottando in commissione agricoltura una relazione sull'agricoltura biologica
che chiede, fra le altre cose, in un contesto mutato dove il mercato
dell'agricoltura biologica cresce a un ritmo del 30% l'anno, di puntare in
maniera decisa sui prodotti biologici, creando un marchio biologico europeo
tanto richiesto dagli importatori di prodotti di qualità (http://www.agrelma.com/it/domoff/ricvnd-vino.asp/ssettore/12).
Attualmente,
possono essere definiti prodotti biologici quei cibi che contengono, seppur in
quantità limitate, gli OGM - fino a una percentuale dello 0,9%. Il testo
adottato chiede di salvaguardare l'integrità del sistema di controllo e di
superare i malfunzionamenti del mercato interno provocati da standard e marchi
privati.
Un prodotto può dirsi biologico se è privo di pesticidi. La cosiddetta
agricoltura biologica, comunque, non tratta solo i prodotti in sé, ma si
estende ai metodi di produzione e alle pratiche che dedicano una particolare
attenzione al rispetto per l'ambiente e alla biodiversità. Metodi basati sul
riciclaggio, sulla rotazione delle colture, sul divieto di utilizzo degli OGM,
ma anche di antibiotici o ormoni per foraggiare gli animali.
Agricoltura biologica obiettivo PAC
Il Parlamento europeo, in linea con la proposta della Commissione europea che
nel 2004 aveva presentato un documento dal titolo "Piano d'azione europea
per un'agricoltura e cibo biologici", dedica particolare attenzione
alla certificazione, all’etichettatura e ai sistemi di controllo di questi "nuovi"
prodotti. Nel documento del 2004,
Controllo, certificazione ed
etichettatura
Il relatore della proposta del Parlamento europeo, la deputata francese
Marie-Hélène Aubert (gruppo Verde-ALE), ritiene che "la crescente domanda
dei consumatori e il numero sempre maggiore di prodotti importati, renda
necessario un intervento sul controllo, la certificazione e l'etichettatura”.
"Nel contesto dell'enorme aumento di cibo biologico nel mercato dell’Ue e
della crescita relativa dell’offerta, ha affermato
Logo europeo al 95%
La relazione adottata in commissione agricoltura, inoltre, propone che gli OGM
o prodotti derivati dagli stessi, non possano essere utilizzati per la
produzione di prodotti biologici e neppure in campo di medicina veterinaria. Il
logo europeo obbligatorio, sempre secondo il testo, andrebbe utilizzato solo
per quei prodotti composti da almeno il 95% di sostanze biologiche, pur
permettendo l'uso di altri marchi privati.
I deputati chiedono poi che i sistemi di controllo nazionali permettano la
tracciabilità dei prodotti durante tutto il ciclo di produzione. Gli operatori
dei paesi terzi, puntualizzano gli eurodeputati, dovranno inoltre fornire un
certificato alle autorità nazionali rilasciato da un'autorità dell'Ue,
una sorta di lasciapassare. Il Parlamento, infine, vuole che tale
regolamento venga esteso ai ristoranti e alle mense, così come ai prodotti
lanosi e agli oli essenziali.
About the Author
Da fonte del Parlamneto Europeo l'autore ha portato il caso concreto del portale Agrelma, per aiutare le aziende a promuoversi all'estero.
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