La valutazione delle organizzazioni
by: FILPEL
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Spesso viene richiesto dal management delle aziende di esprimere l'opinione sulla struttura organizzativa e le problematiche ad essa legate.
Il primo passo è quello di decidere cosa si vuole valutare: l'efficacia, ossia la capacità di un'organizzazione di raggiungere gli obiettivi prefissati dal management? o l'efficienza, cioè l'impiego di qunata energia, tempo e risorse vengono utilizzati per ottenere una unità di output? Le due dimensioni sono tra loro legate, ma non sempre una implica l'altra. Per esempio, un'organizzazione può raggiungere tutti gli obiettivi pianificati, ma essere poco efficiente nell'utilizzo delle risorse impiegate.
Un altro aspetto, poi, è legato al punto di vista dal quale si guarda la struttura organizzativa. Essa può essere considerata guardando a monte dei processi, cioè al reperimento di risorse di valore e alla capacità di integrarle nei meccanismi produttivi. Oppure l'analisi può essere fatta al core dei processi produttivi, all'efficienza dei processi caratterizzanti le varie funzioni e al grado della loro integrazione. Ovvero l'attenzione può essere posta agli obiettivi che devono essere raggiunti dall'organizzazione, alla misura in cui questi vengono raggiunti.
Infine, le giuste riflessioni devono essere condotte nell'identificare i driver utilizzati, cioè i parametri di valutazione che si intende prendere in considerazione e al loro grado di misurabilità. Essi variano a seconda che si guardi l'azienda dal lato input (capacità di ottenere risorse umane di valore, risorse finanziarie, materie prime, grado di utilizzo, ecc.), dal lato dei processi (cultura aziendale, livelli di gerarchia, grado di comunicazione, soddisfazione dei dipendenti, grado di conflittualità, ecc.) piuttosto che dal lato output (crescita dei fatturati, quota di mercato, produttività, grado di soddisfazione del cliente, benessere dei dipendenti, ecc.).
Utilizzando questi indicatori è possibile costruire delle matrici di analisi, che permettono di fare una valutazione dell'organizzazione aziendale e di verificarne i punti critici.
Sempre ricordando, naturalmente, che i modelli vanno applicati con pragmatismo e buon senso e che nessuna azienda è mai perfettamente uguale ad un'altra.
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Giuseppe Piazza - http://www.nebc.it
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