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Dalla memoria sensoriale alla memoria di lavoro

by: copertina75
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Leggendo l'articolo Aumentare la memoria, tecniche di memorizzazione nel portale OmiAziende.it, ho deciso di approfondire l'argomento memoria, parlando di memoria sensoriale, a breve termine e di lavoro.

La memoria è una funzione cognitiva estremamente importante, ma nel contempo di difficile esplorazione e studio.
Vi sono molte teorie che hanno tentato di spiegare il funzionamento della memoria ipotizzando l’esistenza di un sistema basato su un certo numero di magazzini specializzati. Vi sarebbero, secondo questi modelli tre tipi di magazzini:

  • magazzini sensoriali, specifici per ogni senso utilizzati per la ritenzione a brevissimo termine;
  • un magazzino a breve termine con capacità limitata;
  • un magazzino a lungo termine con capacità illimitata.

Memorie sensoriali

I magazzini sensoriali hanno lo scopo di prolungare la durata della stimolazione sensoriale, in modo da favorire la sua analisi. Si suddividono in magazzini sensoriali:

  • visivi
  • uditivi

Le prime sperimentazioni le dobbiamo a Sperling nel 1960, il quale, attraverso vari esperimenti, arrivò a stabilire l'esistenza di una memoria di natura sensoriale visiva. Le caratteristiche di quest'ultima sono una gran capacità a dispetto del rapido decadimento delle informazioni contenute. Darwin, Turvey & Crowder nel 1972 trovarono che la memoria sensoriale uditiva mantiene anch'essa l’informazione proveniente dall’udito per un breve periodo di tempo (circa 5 s).

Memoria a breve termine (MBT)

Attraverso la memoria a breve termine si può mantenere alcune informazioni, solitamente poche, per periodi di tempo di qualche secondo. Difatti questo il magazzino a breve termine ha sia capacità, sia durata limitate. La MBT è facilitata nel momento in cui l’informazione viene reiterata attraverso la reiterazione subvocalica. Ad esempio, mantenere in memoria un numero di telefono continuando a esplicitarlo verbarmente dopo averlo letto dall’elenco telefonico e prima di averlo composto.

La capacità della memoria a breve termine può peggiorare se si conta all’indietro, perché lo spostamento dell’attenzione dall’informazione da ricordare causa interferenza. Inoltre la discriminazione tra gli elementi da rievocare dipende dal tempo che trascorre dal momento in cui due elementi (ad es. l’ultimo e il penultimo) vengono presentati (p1, p2) e dal momento in cui l’ultimo elemento è rievocato (r2). La discriminazione è migliore se l’intervallo p1-r2 è ampio e se l’intervallo p2-r2 è breve.

Solitamente la capacità della MBT la si misura attraverso lo span, cioè quante parole, lettere o numeri vengono ricordate dopo qualche minuto dalla loro lettura. Vari test hanno dimostrato che lo span della memoria immediata è di 7±2 numeri, lettere o parole (7 più o meno due, cioè da 5 a 9). Si dovrebbe, più correttamente far riferimento a 7±2 chunk, cioè insiemi di elementi che sono tra loro associati (ad es. RAI,CRM,WWF, ecc.)

La memoria di lavoro

Secondo Baddeley & Hitch, la MBT andrebbe sostituita da una memoria di lavoro composta da tre componenti:

  • un circuito articolatorio (phonological loop) che mantiene l’informazione in forma fonologica;
  • un taccuino visuo-spaziale (visuo-spatial sketchpad) specializzato per l’elaborazione di informazione visiva e spaziale;
  • un sistema esecutivo centrale (central executive) che svolge funzioni di controllo e allocazione delle risorse.

Il circuito articolatorio e il taccuino visuo-spaziale sono due sistemi utilizzati per funzioni specifiche e servono a mantenere l’informazione fonologica nell’ordine di presentazione il primo, e l’informazione visiva e spaziale il secondo. L’esecutivo centrale, invece, coordina e controlla lo svolgimento dei compiti cognitivi.
Ogni componente della memoria di lavoro ha capacità limitata ed è relativamente indipendente dalle altre, difatti se due compiti richiedono l’utilizzo della stessa componente la prestazione sarà danneggiata, se invece due compiti richiedono l’utilizzo di diverse componenti, allora sarà possibile svolgerli contemporaneamente senza conseguenze.

Circuito articolatorio

Vari esperimenti hanno dimostrato che un compito di soppressione articolatoria non elimina l’effetto della lunghezza della parola, se gli stimoli sono presentati acusticamente (e non visivamente). Il precedente modello di Baddley viene quindi modificato suddividendo il circuito articolatorio in due parti: un magazzino fonologico passivo utilizzato per la percezione del discorso ed un processo articolatorio collegato alla produzione del linguaggio, che permette l’accesso al magazzino fonologico.
La presentazione uditiva di una parola garantisce l’accesso diretto al magazzino fonologico, mentre la presentazione visiva permette l’accesso solo mediante i processi di articolazione subvocalica (disturbabili da un compito di soppressione articolatoria).

In questo modo è possibile spiegare altri due effetti:

  • il ricordo immediato è disturbato da un discorso a cui non si presta attenzione;
  • la rievocazione immediata peggiora se gli stimoli da ricordare sono fonologicamente simili.

Taccuino visuo-spaziale

Il taccuino visuo-spazione viene utilizzato nella ritenzione temporanea e nella manipolazione dell’informazione visuale o spaziale. In un esperimento di Baddley, i partecipanti ascoltavano delle descrizioni relative alla posizione di cifre in una matrice dovendo poi rievocare i messaggi. Questi ultimi potevano essere facili o difficili da visualizzare. Alcuni partecipanti svolgevano un compito secondario (tracciare una luce che si spostava).
I risultati dell'esperimento dimostrarono che il compito secondario influiva sulla rievocazione solo se i messaggi erano facili da visualizzare, difatti i risultati non dipendono dall’influenza ‘visuale’ del compito secondario.
Se si usa un compito secondario visivo (dare giudizi di chiarezza), non si influisce sulla prestazione dei partecipanti che ricevono i messaggi facili da immaginare. Se, invece, si usa un compito spaziale (tracciare la posizione di un pendolo che si muove con una torcia, stando bendati e con un feedback uditivo), la prestazione ne risente.
In altri casi, l’interferenza di un compito visuale secondario è importante. Infatti, presentare un ‘rumore visivo’ dinamico ostacola la memorizzazione di una lista con la tecnica delle immagini mentali, così come presentare un dialogo in una lingua straniera ostacola la normale memorizzazione di una lista.

Esecutivo centrale

Serve a svolgere compiti complessi come pianificazione, selezione delle strategie, controllo della rievocazione ed in particolare a gestire le strategie di recupero dell’informazione dalla memoria ed il coordinamento di due compiti da svolgere contemporaneamente. Inoltre serve ad orientare selettivamente l’attenzione sugli stimoli.

Oltre che nell’allocazione di risorse, l’esecutivo centrale sarebbe anche coinvolto in altre funzioni: pianificazione, controllo dell’azione, monitoraggio dell’esecuzione, ecc.

About the Author

Mariangela Balsamo
YoYo - Formazione rotolante


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