Gli enzimi digestivi
by: espolucio
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Viviamo perché ciò è reso possibile dagli enzimi.
Essi costituiscono il fondamento per l’energia e la forza di vita in
tutte le cose viventi.
Senza gli enzimi la vita non sarebbe possibile; essi sono
indispensabili per la costruzione, detossificazione e la cura del nostro corpo.
Sono le forze che permettono all’organismo di digerire e assorbire il
cibo assunto . Gli enzimi regolano decine di migliaia di altre funzioni
biochimiche che hanno luogo ogni giorno nel nostro corpo. Tali funzioni
includono il respirare, il crescere, l’olfatto, il tatto, la stimolazione dei
nervi, la difesa dell’organismo quando ci ammaliamo, la regolazione delle
secrezioni ormonali, la formazione di organi, ghiandole e tessuti.
Carenza o insufficienza di produzione enzimatica da parte
dell’organismo porta all’invecchiamento, alla malattia, alla morte.
In accordo con il Dott. Edward Howell, autore del libro “Enzyme
Nutrition”, carenze di enzimi sono generalmente osservabili in pazienti affetti
da patologie croniche, come alcuni tipi di cancro, allergie, invecchiamento
precoce, malattie della pelle, obesità e malattie circolatorie.
I ricercatori hanno stabilito, senza ombra di dubbio, che la causa
primaria delle maggiori patologie che ci affliggono, risieda in carenze
nutrizionali.
In tutti i casi, gli stessi ricercatori concordano che tutte le
malattie sono accomunate da carenze o mancanza di enzimi. Senza gli enzimi il
nostro corpo non può funzionare, né i nutrienti essenziali possono essere trasportati
alle cellule che ne necessitano.
Bassi livelli enzimatici sono generalmente associati a persone avanti
con gli anni o sofferenti per malattie croniche. Alti livelli di enzimi
riguardano, in,genere, persone giovani o in buona salute.
Ci sono due fonti di enzimi: quelli endogeni, vale a dire quelli che
produciamo noi stessi ed esogeni, ovvero quelli che prendiamo dall’esterno, ad
esempio con gli alimenti.
Ed è di questi ultimi che desidero brevemente parlare.
Già negli anni venti del secolo scorso. Il Dott. E. Howell osservava
che una dieta terapeutica basata su digiuno e cibi crudi, produceva effetti
curativi ed un potenziamento generale della salute a causa della significativa
diminuzione della richiesta di enzimi propri del corpo umano.
In tal modo gli enzimi del sistema immunitario erano in grado di
aumentare l’attività di disintossicazione. I cibi crudi, quindi, erano in grado
di alleviare il carico del processo digestivo dall’organismo in virtù della
loro ricchezza enzimatica, con conseguente potenziamento del livello generale
di salute.
Purtroppo la nostra alimentazione è oggi costituita soprattutto da
cibi cotti, ovvero enzimaticamente morti e soprattutto di cibi pastorizzati, la
qualcosa equivale a dire, anche in questo caso, assenza di enzimi.
Le conseguenze di tali carenze sono già state indicate più sopra.
C’è una fondamentale legge nutrizionale per cui ogni cibo allo stato
crudo e non trattato, contiene proprio gli enzimi necessari alla sua
digestione. Ad esempio è noto che il formaggio non pastorizzato risulta più
digeribile, perché contiene elevate quantità di quegli enzimi, lipasi e
lattasi, utili alla sua digestione.
Il Dott. Francis Pottenger condusse uno studio indipendente su 900
gatti, per verificare gli effetti a lungo termine di una dieta a base di cibi
cotti. Lo studio ebbe una durata di 10 anni ed in questo periodo una parte dei
gatti fu alimentata con due porzioni di latte non pastorizzato e carne cruda,
mentre l’altra parte con tre porzioni al giorno di latte pastorizzato a carne
cotta.
I gatti nutriti con il cibo crudo godevano di buona salute, non
presentavano, quindi alcun sintomo di malattia e mettevano al mondo gattini
sani di generazione in generazione.
Al termine della prima generazione, i gatti nutriti con i cibi cotti
erano apatici ed iniziarono a soffrire di allergie, infezioni ed altre
malattie. Ad ogni generazione successiva, i gatti che mangiavano cibi cotti si
ammalavano sempre più. Alla terza generazione erano divenuti sterili, non più
in grado di procreare.
Che si sia gatti, cani o esseri umani, quando si mangiano cibi privi
di enzimi sovraccarichiamo il nostro organismo che deve supplire in qualche
modo per compensare tale carenza.
Qui non si tratta di “sposare” una dieta crudista, perché anche i cibi
cotti sono importanti, ma di bilanciare questi ultimi con i cibi crudi e non
pastorizzarti.
La digestione di fatto inizia
nella bocca.
Questo è il motivo per cui dovremmo masticare il cibo con cura prima
di ingoiarlo. Esso mischiato con l’enzima Amilasi (prodotto dalle ghiandolari
salivari), subisce un processo di predigestione specie per quanto riguarda
zuccheri e amidi.
Poi il cibo raggiunge la porzione alta dello stomaco, che il Dott.
Howell denomina “porzione cardiaca dello stomaco” o “stomaco enzimatico”. Qui
il cibo resta 45/60 minuti ove continua l’attività di predigestione di
carboidrati, grassi e proteine da parte degli enzimi contenuti naturalmente nel
cibo e degli enzimi assunti come supplementi.
Si stima che oltre il 75% del cibo ingerito possa essere predigerito
in questa porzione dello stomaco “stomaco enzimatico”.
Il bolo alimentare poi giunge nella parte più bassa dello stomaco ove
l’acido cloridrico e la pepsina continuano l’azione digestiva.
Successivamente, nell’intestino tenue, la digestione è completata
grazie anche al concorso degli enzimi secreti dal pancreas ed infine,
attraverso le pareti intestinali, i nutrienti, accolti dalla corrente
sanguigna, sono resi disponibili per tutti gli ambiti organici grazie
all’azione degli enzimi metabolici.
Va da sé che tale “predigestione” è veramente importante perché
affranca il pancreas da uno stressante sovraccarico di secrezione di enzimi, da
cui deriva che materiale enzimatico può essere destinato, a tutto beneficio
della nostra salute, a sostenere le attività immunitarie, energetiche, ecc.
Per tirare le somme possiamo dire: meno sovraccarichiamo il nostro
pancreas di lavoro alimentare, maggiore sarà la sua attività immunitaria e
maggiori i livelli di energia a nostra disposizione.
Inoltre, una migliore digestione, oltre a produrre un’assimilazione
ottimale dei nutrienti essenziali, riduce al minimo la produzione di quelle
macromolecole indigerite che, compromettendo la funzionalità della parete
intestinale, si trasformano in potenti allergeni, da cui possono scaturire
tutta una serie di patologie immunitarie ed autoimmuni.
Si potrebbe pensare a questo punto, che basterebbe ritornare ad un
alimentazione più naturale e ricca di cibi crudi. Di fatto non è così semplice:
impoverimento dei terreni, sempre più sfruttati e devitalizzati per un utilizzo massiccio di
sostanze chimiche di vario genere, da cui consegue impoverimento nutrizionale
degli alimenti e quindi anche scarsa vitalità enzimatica dei prodotti medesimi,
il cibo che reperiamo nei nostri mercati raramente è fresco (ovvero
appena raccolto) e la perdita degli enzimi in esso contenuti, inizia
immediatamente dopo la raccolta,
dobbiamo fare i conti con una carenza enzimatica a livello fisiologico
oramai endemica, causata da decenni di abitudini alimentari malsane e tale gap
non è possibile colmarlo neppure se introduciamo cibo fresco e crudo nella
nostra dieta quotidiano; si tratta di affidarsi ad una supplementazione con
prodotti naturali a base di enzimi di qualità verificabile; ciò costituisce un “must”, a cui non ci si può sottrarre.
Gli studi del Dott. Howell indicano, come miglior fonte da cui ricavare enzimi di qualità, due tipi
di funghi non tossici: “Aspergillus
Oryzae” e “Asperigillus Niger”,
che sono fatti crescere su un “medium” quale Soia o Frumento.
Enzimi così ricavati dispongono di un miglior range di adattabilità
alle variazioni di pH del tratto digestivo, rispetto agli enzimi derivati da
fonti animali; si stima, infatti, che sono attivi a valori di pH oscillanti tra
2 e 12.
Tali supplementi enzimatici si trovano in commercio sotto forma di
capsule, il cui contenuto può essere anche continuano cosparso sui cibi. Sono attivi nella parte alta dello stomaco,
nella fase di predigestione del cibo e
continuano ad esserlo lungo tutto il tratto digestivo.
Si noti che in questo ambito il pH può variare da un valore di 3,
utile alla digestione delle proteine, ad un valore di 7 ed oltre, necessario
alla digestione dei carboidrati.
Quindi, è intuibile l’importanza di usare supplementi enzimatici sempre
attivi, nonostante vari il valore del pH lungo tutto il tratto digestivo.
Essi svolgono attività specifiche:
la Proteasi, ad esempio, permette di digerire le proteine,
l’Amilasi, i carboidrati
complessi,
Lattasi, il latte,
Lipasi, i grassi,
Cellulasi, le fibre,
il consiglio è quello di preferire formule di supplementi in grado di
svolgere un ampio range di attività tale da favorire la completa digestione del
cibo.
Che ci sia la necessità di perdere peso, di ridurre depositi di calcio
nel lume arterioso, di ridurre i valori di colesterolo, come un eccesso di
formazioni proteiche, di avere denti, ossa e muscoli più forti, gli enzimi ci
vengono in aiuto.
Facendo regolari “depositi” di enzimi di qualità nel nostro “conto corrente bancario degli enzimi”, possiamo essere in grado di modificare in meglio l’andamento di tanti stati patologici che ci possono riguardare, aumentare in modo sostanziale il nostro benessere fisico, sperimentare maggiore vitalità e vivere una vita più a lungo e, si spera, più piacevole.
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www.studiomedicoeschilo.it
About the Author
Naturopata
nutriterapeuta. In decenni di attività mi è risultato sempre più chiaro come
l'alimentazione, una sana alimentazione, sia alla base del nostro benessere
psico-fisico. Purtroppo, ai nostri giorni, cibi sempre più processati, con
aggiunta di conservanti di varia natura, coloranti ecc., i sistemi di
conservazione, i terreni di coltura, sempre più poveri di nutrienti e il modo
sia di cucinare i nostri alimenti, ma ancor più grave il modo in cui mangiamo
il nostro cibo (fretta interiore, masticazione del tutto carente, totale
mancanza di consapevolezza di cosa si stia facendo), tutto ciò rende necessaria
una supplementazione intelligente, attuata con prodotti naturali di elevata
qualità, quali nutraceutici, enzimi digestivi, probiotici, antiossidanti.
Questa è soltanto una presentazione, ma spero, tempo permettendo, con una serie
di articoli di dare di più l'idea di ciò a cui faccio riferimento.
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