I DICO e la necessitĂ di una cultura come vita
by: italiasolidale
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di Padre Angelo Benolli e Caterina Casarano
La cultura attuale non tutela e non favorisce lo sviluppo sessuale delle persone fino alla espressione forte e libera di un’identità matura, veramente capace di amare.
In Italia lo dice la diminuzione costante dei matrimoni (quasi 400.000 nel 1975 contro i 250.000 dello scorso anno), con un aumento del 59 per cento delle separazioni e del 66,8 per cento dei divorzi negli ultimi cinque anni e lo conferma l’alto tasso d’invecchiamento ed il basso indice di natalità . Tutte le ricerche sociali mettono in luce la difficoltà per le persone di assumere un responsabile impegno di coppia e famiglia: ci si sposa sempre meno e più in là con gli anni mentre si preferiscono relazioni meno stabili ed impegnative, alternative alla famiglia.
Di fronte ad una crisi così evidente delle forze sessuali dei maschi e delle femmine e, di conseguenza, di famiglie mature capaci a loro volta di promuovere e tutelare la vita, come si interviene?
La politica vuole risolvere con la “legge” e con una legge che ratifichi la forma di “matrimonio alla leggera” che sembra corrispondere meglio all’attuale conclamata debolezza delle forze sessuali: debolezza sulla debolezza.
La Chiesa interviene con più forza, ma i suoi Pastori mettono in luce aspetti che sembrano essere in contrasto tra loro, porgendo, di fatto, il fianco alla polemica od alla collocazione politica. Tutti i vertici della Cei dicono “no” al riconoscimento di “uno stato giuridico analogo a quello della famiglia” per le coppie di fatto, ma con diversi punti di vista. La maggiore preoccupazione del Cardinale Ruini appare, per esempio, il relativismo morale ed ha per questo promesso “una parola meditata, ufficiale, che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e che possa essere chiarificatrice per tutti”. Il Cardinale Tettamanzi, invece, invita i fedeli ad avere “uno sguardo attento e di profondo interesse per tutte le altre situazioni di coppia”. Ribadisce al Consiglio pastorale della sua diocesi: “E’ un campo dove la Chiesa è chiamata tutta intera ad agire in prima persona, senza sottrarsi alle complessità attuali e alla fatica di cercare forme nuove di vicinanza e sostegno”.
Il Papa richiama alla natura della vita con il suo intervento al convegno dedicato al diritto naturale organizzato dalla Pontificia Università Lateranense “La legge scritta nella nostra natura è la vera garanzia offerta ad ognuno per poter vivere libero e rispettato nella propria dignità ”.
Nel grande disorientamento attuale, come ritornare alla nostra vera natura e quindi alla misericordia ed alla giustizia? Non è sufficiente essere richiamati a tali valori o impegnarsi con tutta la buona volontà . Troppo a lungo, nel corso della storia, siamo stati condizionati dal pensiero degli uomini, origine di una cultura non rispettosa dell’albero naturale della vita e dell’amore di Dio. La conseguenza è la sofferenza attuale degli uomini, nelle loro anime, nelle deviazioni della loro sessualità , nelle malattie del corpo e nelle fissazioni della mente (450.000.000 di depressi, WHO 2003) da cui è difficile uscire. I fatti ci dimostrano che non è possibile venir fuori dalle riduzioni, confusioni e polemiche senza una nuova cultura di vita, rispettosa di Dio e della vita degli uomini, capace di avere luce sui condizionamenti inconsci a livello personale, culturale e sociale.
Una nuova cultura come vita è quella su cui si basa Italia Solidale, frutto della lunga esperienza umana e professionale e della carità sacerdotale del suo fondatore e presidente, P. Angelo Benolli ed ora testimoniata dalla missione universale ed ecumenica dei suoi volontari in comunione con missionari (religiosi e laici) di 20 tra Congregazioni e Diocesi in 90 missioni dell’Africa, dell’India e del Sud America e con 25.000 “volontari – donatori” coinvolti con lo strumento dell’adozione a distanza: un insieme di oltre 2.000.000 di “persone per le persone” continuamente impegnate nella vicinanza e sostegno dei sofferenti nello spirito e nel corpo della nostra società e nel sud del mondo. Questa la nostra posizione, brevemente riassunta nei seguenti punti:
1. Non cedere al relativismo morale;
2. Essere vicini a chi convive, con grande misericordia;
3. Fondarsi su una vera cultura sullo sviluppo sessuale, l’innamoramento e l’Amore;
4. Riconoscere che il sesso, senza il rispetto e lo scambio di rispetto, che è l’Amore, di tutto l’Albero della Vita personale, non può mai arrivare all’Amore;
5. Vedere in ogni persona le energie dell’Albero della Vita che sono: le forze di Dio, dell’anima, del sesso, dei nervi, del corpo che sono prevalentemente inconsce (al 90%). Solo se rispettate nell’amore, nel tempo e nel modo dovuto, queste forze arrivano all’amore, che è rispetto e scambio di rispetto di queste energie.
6. Quando queste forze inconsce non sono rispettate, mai vi sarĂ sviluppo sessuale, innamoramento, Amore.
Con queste basi siamo entrati in molte sofferenze ed abbiamo la gioia che moltissime persone, di ogni condizione e diverse culture, hanno ritrovato, a partire dalla loro storia personale e dal loro inconscio, l’ordine naturale di sviluppo delle proprie energie e sono ora testimoni di un’identità matura, di un’autentica fede, di salde famiglie capaci di ben amare, ben lavorare e di formare comunità sussistenti e solidali.
Vi invitiamo ad un maggiore approfondimento, attraverso la lettura dei libri di P. Angelo Benolli, editi da Italia Solidale Editrice: “Dieci Punti di sviluppo di vita e missione”, “Uscire da ogni inganno”, “La famiglia non s’inganna” che potete richiedere a Italia Solidale, 06/6877999 o attraverso il sito www.italiasolidale.org.
E’ veramente arrivato il momento, per tutti, di vivere la completezza delle nostre energie dell’Albero della Vita nel rispetto e scambio di rispetto che è l’Amore, senza alcuna riduzione, anche se “consentita” per legge.
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Italia Solidale VOSVIM onlus - Adozione bambini a distanza e Formazione personale
La vita non si inganna. Ogni giorno muoiono 30000 bambini di fame nel sud del mondo (rapporto UNDP) e nei paesi industrializzati ci sono 340 milioni di depressi (rapporto WHO). Per far fronte ai danni materiali e spirituali del mondo di oggi è necessaria una nuova cultura di vita.
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