Parallelismi Nero-Azzurri
by: infointer
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Carissimi lettori di http://www.infointer.it/
Grazie alla vittoria sulla Francia e la contemporanea sconfitta della Romania, l’Italia si qualifica per i quarti di finale dell’Europeo. Come succede spesso in questi casi, gli stessi media che fino a poco tempo fa criticavano aspramente Donadoni e i giocatori (qualcuno aveva anche espresso le proprie nostalgie nei confronti di Lippi), questa mattina escono con titoli roboanti, del tipo “Notte perfetta”, sottolineando la bontà della prestazione della squadra e le scelte dell’attuale C.T..
Ora, non reputo Donadoni uno sprovveduto e la nostra nazionale un team scarso ma, a mio modo di vedere, alla luce dei fatti non bisogna neanche eccedere nei trionfalismi. Nel girone di qualificazione abbiamo totalizzato solo quattro punti, segnando la miseria di tre gol (tra l'altro nessuno su azione ma tutti nati da calci piazzati) e subendone quattro. Donadoni ha impiegato nelle tre partite la bellezza di venti giocatori. I soli a non essere scesi in campo per almeno un minuto sono Gamberini, Borriello e i due portieri di riserva. Questo è inequivocabilmente il sintomo che il nostro allenatore non ha quantomeno la situazione sotto controllo. Per di più la linea difensiva delle ultime due partite annoverava tra le proprie fila ben quattro terzini, due dei quali riadattati a difensori centrali. Altra nota dolente è che Toni, nostro attaccante principe, non l’ha ancora buttata dentro. Anzi, nella partita di ieri, nonostante si sia procurato molto abilmente il calcio di rigore che ha cambiato il match, ha fallito alcune occasioni clamorose. La Francia era sicuramente un test importante, però non dimentichiamoci che i transalpini hanno completamente sbagliato l’approccio alla competizione continentale: un punto in tre partite con solo un gol segnato e ben sei al passivo. In più ieri ha perso per infortunio dopo pochi minuti l’unico giocatore in grado di garantire un pizzico di fantasia ed imprevedibilità alla manovra (Ribery). Infine, per la serie piove sul bagnato, le sorti dell’incontro sono state indirizzate nel momento in cui "Les Bleus" sono rimasti in dieci, nell’azione da cui è scaturito il calcio di rigore che ci ha permesso di andare in vantaggio.
Proprio questo episodio, avvenuto dopo circa venti minuti di gioco, mi ha riportato alla memoria quel Roma-Inter di inizio campionato in cui la formazione giallorossa venne sotterrata con un perentorio 4-1. L’Inter era allenata da un altro signore di nome Roberto e si portò in vantaggio più o meno nello stesso modo dell’Italia, sfruttando un calcio di rigore trasformato da Ibra. Nella velocissima azione di contropiede da cui scaturì il penalty, Giuly si fece espellere salvando di mano sulla linea e lasciando la propria squadra in dieci per il resto del match. L’Inter, nonostante il momentano pari di Perrotta (nato peraltro da una disattenzione difensiva di Maxwell e non da quel “bel gioco” continuamente rimarcato da molti), affondò il colpo e, malgrado le sostituzioni obbligate di Ibra e Dacourt per infortunio, andò a vincere in scioltezza, grazie alle fiammate proprio dei due subentrati dalla panchina Crespo e Cruz. Cordoba, a circa venti minuti dalla fine, chiuse i conti segnado il quarto gol e costringendo il Mancio a “consigliare” ai nostri di fermare il massacro. All’indomani di quel match, pur riconoscendo i meriti dell’Inter, molti sollevarono la questione che quella partita fosse stata condizionata da quel sacrosanto cartellino rosso, rifiutandosi di ammettere che anche in parità numerica l’Inter aveva fatto la partita. Oggi invece, per una situazione simile ma con un risultato finale molto meno netto e una prestazione meno convincente (anche perché diciamolo: sino al secondo gol di De Rossi arrivato su un calcio di punizione deviato, la supremazia dell’Italia non era apparsa così schiacciante, anzi a mio parere gli azzurri hanno giocato molto meglio quando le due squadre si sono affrontate in undici contro undici) si leggono e si sentono dire dagli “addetti ai lavori” cose molto diverse. Ma adesso attenzione: domenica sera c’è la Spagna e le opinioni potrebbero cambiare in fretta….
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Federico Bresciani
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