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Il Trentino Alto Adige: da Terlago al Lago di Garda

by: svelto@cduweb.com
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A ovest della Val d'Adige e parallelo ad essa decorre un solco, che ha inizio un poco a nord di Terlago a buoni duecento metri sopra il fondo della Val d'Adige e che poi si dirige verso sud per terminare nel bacino del Garda.

Le masse ghiacciate dei tempi remoti, che crearono nella loro lenta discesa questo canale nella roccia calcarea, hanno anche foggiato i bacini dei numerosi laghi lungo questa valle e hanno scavato infine al Lago di Garda il suo letto profondo quasi 500 metri. Per questo motivo la valle porta anche il nome appropriato di «Valle dei Laghi». Dalla Val d'Adige questo solco vallivo è separato per mezzo dell'alta cate-na del Bondone fin allo Stivo, mentre a occidente viene accompagnato dalla Paganella, il Monte Gazza e il Monte Casale. Solo il «Buco di Vela» presso Trento e il poco elevato Passo di San Giovanni fra Mori e Nago creano una comunicazione con la valle principale, mentre dal lato opposto solo la forra del Sarca per-mette di accedere alle regioni situate più a occidente.

Siamo in una valle dei contrasti: Nella parte settentrionale, dove si trova il Lago di Terlago, abbiamo ancora campi fertili e vigne; ma presto la zona si fa magra e aspra, i campi cedono il posto a prati aridi e a bassi cespugli, la superficie è interrotta da speroni rocciosi e avvallamenti irregolari. Poi la valle scende di un gradino e a Vezzano viene toccata dal primo alito del calore meridionale. Ma poi, come per miracolo, avviene un salto in un altro mondo; man mano che la nuova superstrada guadagna il basso, si apre agli occhi una delle visioni più incantevoli che vale da sola un motivo per sceglere di trascorrere una vacanza in Trentino e potervi godere finalmente un tonificante Wellness Sport: Ai nostri piedi giaciono i laghi di Santa Massenza e di Toblino, adagiati fra vigneti, dolci colline e rocce verticali, come promessa all'ingresso in un mondo più mite e più aperto. Ma questa speranza di un abbraccio dolce del clima mediterraneo viene per un attimo ancora tenuta in sospeso: Dopo Pietramurata dobbiamo attraversare una barriera di enormi blocchi rocciosi, un paesaggio ostile e senza vita. Solo dopo questo labirinto di pietra la valle si calma, si fa più verde e più ampia e da lontano saluta la rocca di Arco sul suo pinnacolo inverosimile davanti alla foschia del grande lago.

Terlago (dal latino «trans lacum» = al di là del lago) per la sua posizione favorevole e ben protetta e per la vicinanza alla città (8 km da Trento) ha attirato varie famiglie nobili, che qui si sono create una residenza signorile; ciò spiega il numero di di-more nobiliari sproporzionato all'importanza del paese. In cima all'abitato fra case antiche sorge una torre fortificata del secolo 12° accanto al «castello» cinto di mura; una volta di proprietà dei Conti Terlago è ora in mano dei loro discendenti marchesi Pallavicino. Anche le altre due tre ville nobiliari sono circondate da mura alte e non permettono lo sguardo su parchi e giardini.

Da Terlago una strada sale ripidamente verso il monte; essa presto si divide in un ramo, che in direzione sud passa per Covelo, dove si trova un'altro palazzo nobiliare (Tornello), arriva ai paesini di Lon e Ciago con i loro campaniletti romanici, e di lì scende verso Vezzano. (Questa variante pittoresca e poco frequentata sarebbe una buona alternativa, nei mesi di maggior traffico, alla strada principale.) Da Lon si può anche salire ulte-riormente e raggiungere su strada avventurosa, scavata dalla roccia in mezzo alle pareti verticali i paesi di Ranzo e di Margone. Dalla strada stessa, ma ancora meglio dalla collina ante-posta a Margone si gode uno dei più bei panorami che si possano immaginare; sotto i propri piedi i laghi di Terlago, Santa Massenza, Toblino e Cavedine fino al Lago di Garda; verso nord le Dolomiti e a sud il massiccio del Monte Baldo. Se invece al bivio dopo Terlago sì prende la direzione verso nord, si passano le case della frazione Monte Terlago e si arriva su un piccolo altipiano, direttamente sotto le pareti verticali della Raganella e sopra la valle dell'Adige a nord di Trento. Qui si trovano i due laghetti incantevoli di Lamar, il primo dei quali chiamato anche «Lago Santo». Entrambi sono di un azzurro cupo e circondati da prati e boschi.

Nessuna meraviglia dunque, che nei caldi giorni festivi durante l'estate qui si danno appuntamento giovani e anziani in cerca di ristoro in mezzo alle meraviglie della natura. A chi invece vuol godersi questi posti incantevoli in tutta tran-quillità, si raccomanda la visita in autunno con i suoi colori sgargianti, oppure anche in una limpida giornata d'inverno. Il primo paese che incontriamo sulla strada principale è Vigolo Baselga. La sua posizione su di una piccola collina e il campanile merlato ricordano la Toscana! Sopra la strada si trova la frazione di Baselga, nota per i suoi bagni di fieno molto frequentati. Un rilievo della strada appena percepibile segna lo spartiacque fra la conca di Terlago e il bacino del Sarca. Inutilmente si cercherebbe un emissario per il Lago di Terlago, perché le sue acque si sono fatto strada nel terreno carsico fino nella valle dell'Adige.

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Martino Svelto – Guida turistica affermata conosciuta e apprezzata da tutte le agenzie del settore turistico italiano. E' specializzata per tutto il Nord Italia, ed in particolare per il Trentino Alto Adige. Le mete da Lui consigliate sono Folgarida in Val di Sole Trentino.


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