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IO e l'INDIA

by: alessia
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IO e l’INDIA.

Sono Alessia, una ragazza di 25 anni e fino ad una settimana fa ero tra i poveri dell’Andhra Pradesh, in India. A dire la verità, stento ancora a crederlo, considerata la mia storia e come ero prima, ma è così! Il viaggio che mi ha portato fino in India è iniziato tanto tempo fa, precisamente quasi 3 anni e mezzo. Questo viaggio all’inizio non aveva una meta ben precisa, poi via via l’obiettivo ha iniziato a prendere una forma sempre più definita… la forma di una PERSONA, che con fatica ha iniziato ad uscire dal bozzolo dei propri condizionamenti per sperimentare sempre più tutte le sue forze dell’albero della vita.

Voi certamente potete pensare che questo c’entra poco con il viaggio in India, ma in verità, c’entra molto invece. Senza aver fatto prima una necessaria esperienza di me, delle mie forze, del mio carattere, non sarei mai potuta arrivare fino in India. Come dicevo, il mio viaggio è iniziato qualche anno fa, quando ho chiesto aiuto alla mamma del mio fidanzato, già da anni volontaria di Italia Solidale, l’associazione di volontariato che attraverso una NUOVA CULTURA DI VITA sperimentata da P. Angelo Benolli, presidente e fondatore di questa, è impegnata a soddisfare la fame dello spirito, qui nel nostro occidente dove ci sono 340.000.000 di depressi e la fame del corpo, nel sud del mondo, dove OGNI GIORNO come fosse niente 30.000 bambini muoiono per fame e malattie. All’epoca stavo molto male, la mia gioia e la mia spontaneità non uscivano mai ad esprimersi, ero spesso triste, mi sentivo sempre sola, e capitava spesso che scoppiassi in lacrime senza sapere neppure il perché. La mia vita in quel momento era dura, i miei genitori si erano appena separati, io con mia mamma avevamo appena traslocato in una nuova città ed io sentivo sempre un gran peso sull’anima che non mi faceva respirare. Infatti iniziai ad avere problemi a dormire, soffrivo di insonnia, poi a poco a poco sono iniziati a manifestarsi degli attacchi d’ansia che col tempo sono diventati veri e propri attacchi di panico. La mia vita la trascorrevo tra l’università, lo studio a casa e la poltrona davanti all’immancabile televisione. Io in quel periodo pensavo che la vita fosse SOLO lo studio all’università e quindi gli esami, le uscite con gli amici e il fidanzato al sabato sera, ed essere sempre aggiornata sulle puntate delle “soap-opere” televisive. Questi erano i miei argomenti, al massimo potevo variare parlando delle ultime scarpe da comprare o degli ultimi ombretti da acquistare assolutamente. Per tutto quello che girava all’epoca e che ancora gira nella nostra società occidentale, io ero indotta a pensare che tutto sommato vivevo e anche che stavo bene …dopotutto cosa poteva mancarmi?....Ma perché se vivevo veramente e avevo tutto, c’era sempre qualcosa però che non andava in me? Il tempo passava, le amicizie passavano, perfino il fidanzato, solo l’angoscia che sentivo dentro non passava mai. Un giorno il mio corpo ha deciso di darmi un forte segnale affinché mi svegliassi da quel torpore di “normalità” che di normale e naturale niente aveva: ha iniziato a far scioperare il mio stomaco e il mio intestino. In poco tempo mi sono ritrovata che non digerivo nulla, con un principio di gastrite e con un blocco intestinale. Io in quel periodo ero concentrata solo sul mio corpo, cioè in quegli anni per me tutto girava intorno all’estetico e al materiale: bellezza, moda, …insomma tutto ciò a cui la società di oggi da importanza! In quel momento della mia vita, infatti, ero totalmente integrata e dipendente dagli stereotipi che la società dettava: ragazza bella e piacente, fidanzata col figo della situazione, amici e amiche alla moda, brava e obbediente in famiglia, studiosa all’università…chi non voleva essere al mio posto in quel momento?! Peccato che in realtà non era tutto oro quello che luccicava, anzi. Ma cosa mancava? Proprio non riuscivo a capire perché il mio corpo non rispondeva più al mio controllo, non capivo perché faceva tutte quelle difficoltà nel dormire, nel digerire, perché si agitava a tal punto da farmi pensare che da lì a poco mi scoppiasse il cuore…perché? Ora, la risposta la so, ed è semplice: la mia anima era stanca, stanca di tanta falsità, superficialità, stanca dell’assenza di amore, di rispetto, di contenuti e di qualità. In quel preciso istante ho sentito la mia anima che soffriva, che non ce la faceva più, aveva bisogno d’aiuto per emergere e per esprimersi, perché io fino a quel momento non l’avevo per niente considerata, stavo solo sul mio corpo, con tutta quell’attenzione all’estetica, e sulla mia mente, considerando il fatto che facevo girare tutta la mia vita solo sui voti degli esami universitari. Fino a prima di incontrare i contenuti e l’esperienza di Padre Angelo ad Italia Solidale, io non immaginavo minimamente che ogni persona ha dentro di se le forze di Dio, dell’anima, della sessualità, fatta per la relazione nell’amore, forze dei nervi , del corpo e della mente! Non lo sapevo che queste forze hanno un ordine e che sono connesse, non sapevo che se quest’ordine, che parte dal benessere dell’anima collegata a Dio non c’è, tutte le altre forze tra loro sono colpite e quindi da qui, la nascita di tutte le disfunzioni fino al malessere del corpo! Come per esempio non sapevo che la potenza più grande che ho dentro è il mio inconscio, dove tutta la mia potenzialità è concentrata e aspetta solo di uscire fuori ed esprimersi! Io l’inconscio l’avevo relegato al libro di filosofia e alla psicanalisi, di certo non credevo che invece mi riguardasse e pure da vicino, considerando il fatto che, in questo, c’è tutta la mia immagine e somiglianza a Dio, con la mia unicità e irripetibilità. O meglio, io dentro di me sentivo il contrasto che c’era tra la mia natura e quello che invece ero portata ad essere dal mondo esterno; lo percepivo dentro di me che c’era molto di più del solo corpo e della mente, ma non avendo vicino una cultura, un ambiente, un esperienza che mi aprisse gli occhi e vivendo integrata in una realtà che andava completamente nella parte opposta, non riuscivo ad uscire da quella situazione per vivere la mia natura veramente! Ho voluto quindi iniziare un cammino personale ad Italia Solidale accompagnata da un volontario maturo che con competenza e rispetto ha percorso con me a ritroso le tappe della mia vita per scoprire da dove proveniva quell’angoscia che avevo dentro, e cioè ho iniziato a comprendere che quel malessere che avevo dentro erano i condizionamenti che mi bloccavano il naturale esprimersi e fluire delle mie forze e derivavano dalle esperienze di non amore e di non rispetto accumulate nella mia vita. Io tutte queste cose non le sapevo prima di incontrare Italia Solidale, scoprirle e viverle ha iniziato a portare tanti cambiamenti positivi in me. Infatti è stato in quel momento che ho iniziato il mio viaggio alla scoperta di me stessa e che mi ha perfino portato in India! Questo percorso ha portato tanti frutti dentro di me, sia nell’anima e quindi poi nel corpo; infatti, ho iniziato a stare meglio, il mio stomaco e intestino funzionavano di nuovo in modo più fluido e rilassato, gli attacchi di panico sono spariti perché tanto più io mi esprimevo e sperimentavo me stessa e le mie forze nell’indipendenza da tutto e da tutti, tanto più il mio corpo e il mio sistema nervoso si riattivavano. Per me si era aperto un mondo nuovo, totalmente inesplorato, ma nel quale mi sentivo che tutto mi corrispondeva; ma come ho detto anche prima Italia Solidale non si occupa solo di combattere la fame dello spirito ma anche la fame del corpo delle migliaia di bambini che ogni giorno muoiono di fame. Io all’epoca nemmeno ci pensavo che dall’altra parte del mondo c’erano dei bambini e delle famiglie che morivano di fame, sì, vedevo in tv qualche video, ma poi a parte dire “poverini”, non facevo nulla e non coglievo veramente quella realtà e quindi poi tornavo subito a pensare solo a me stessa e alle mie cosette. Invece nella solidarietà che Italia Solidale porta nel mondo io ho iniziato ad uscire da me stessa e dalle mie cosette e grazie all’invito di P. Angelo Benolli di partecipare al volontariato missionario nel sud del mondo insieme al mio fidanzato ho iniziato ad allargare la mia anima, il mio respiro e i miei orizzonti: ho incontrato l’India. Da quell’incontro con la realtà delle missioni indiane dentro me e dentro il mio fidanzato è iniziato a cambiare qualcosa, abbiamo smesso di essere concentrati solo su noi stessi e ci è venuto spontaneo il desiderio di farci un VERO REGALO : partecipare alla vita di un bambino che poteva morire di fame, fare una adozione a distanza. È stato significativo perché l’abbiamo fatta proprio nel villaggio di cui insieme avevamo iniziato a prenderci cura. Finalmente non mi occupavo solo di me stessa, ma andavo oltre, iniziavo ad amare. La prima volta che ci è arrivata la foto da Oleru Solidale del piccolo Maria Das e della sua famiglia, un ondata di gioia ci ha letteralmente travolto! Quell’adozione, oltre a salvare la vita di Maria Das e della sua famiglia, stava iniziando a salvare la mia di vita, e quella del mio fidanzato, che nella relazione di qualità e rispetto con loro, riscoprivamo quei valori unici e veri della vita che sia io, che lui, avevamo completamente perso di vista. Lo scorso anno, decisi di approfondire il mio volontariato sia nelle missioni indiane sia nella promozione della vita di questi bambini nelle adozioni a distanza, e così partecipai al servizio civile ad Italia Solidale. Anche il mio fidanzato fece la stessa scelta, andando contro tutti i dettami della società, che a lui, giovane laureato in economia con master professionale lo spingevano invece ad intraprendere un lavoro fatto solo di soldi ma senza vita. Quindi ad un certo punto ci siamo ritrovati che per necessità, dato che le missioni in India aumentavano, a dividerci e così ho iniziato a prendermi cura di Oleru Solidale interamente da sola. È stato proprio lì che ho fatto un grande passaggio per la mia vita, perché ho iniziato a sperimentare da sola le mie forze; io che nella mia vita non l’avevo mai fatto perché non ho mai creduto in me stessa e perché sempre dipendente dagli altri, in quell’autonomia e in quell’impegno e responsabilità avevo la possibilità di crescere esprimendomi in un lavoro di servizio alla mia vita e a quella di tante altre persone. Ho iniziato così a tenere una relazione epistolare col missionario su tutti gli sviluppi della missione e poi via via questa relazione si è intensificata con degli scambi telefonici che mettevano a dura prova il mio inglese! Ogni volta che mi impegnavo nella missione di Oleru Solidale qualcosa dentro di me cambiava, guariva, diventavo più forte, mi esprimevo in quella relazione di rispetto e attraverso il mio impegno sperimentavo e conoscevo sempre più me stessa, cominciando a vedere grossi frutti nella mia vita. Il giorno che ho messo piede ad Italia Solidale non ero per niente autonoma, dipendevo sempre dagli altri in tutto e per tutto, avevo tante difficoltà, oltre che interiori anche materiali:  per fare solo qualche esempio non prendevo la metropolitana, non riuscivo a salire sugli autobus affollati perchè mi mancava l’aria…e potrei continuare all’infinito! Quando 6 mesi fa, Caterina, la volontaria responsabile delle missioni dell’India mi ha proposto di partire non potevo crederci, finalmente andavo a visitare la terra e la gente per la quale stavo impegnando le mie forze. Ho atteso a lungo quel momento, ed ora era arrivato. Prima di arrivarci però è stata necessaria la mia esperienza delle mie forze personali nell’indipendenza da tutto e da tutti, altrimenti non sarei mai potuta partire per un’esperienza tanto grande e forte che richiede carattere, maturità e tenuta d’animo. Quest’esperienza già prima di farla ha portato tanti frutti di libertà e indipendenza nella mia vita; non solo ora prendo metropolitana e autobus a tutte le ore del giorno e della sera, con o senza folla senza alcun problema, ma due mesi prima di partire sono andata a vivere da sola, e non è stato facile per una come me, attaccata alla mamma e dipendente, staccarsi dal nido! Ma l’ho fatto, e iniziando a fare esperienza di me in autonomia, ho potuto perfino accettare di partire per l’India sapendo che il mio viaggio di ritorno (13 ore di aereo) l’avrei fatto completamente da sola, solo con le mie forze e con Dio. Per una che fino a qualche tempo fa non era in grado nemmeno di prendere la metropolitana, credetemi che era davvero una cosa impensabile da affrontare, ma alla fine ho fatto anche questo! Non so se quando ho accettato credevo davvero di potercela fare, credo di no, ma la gioia di vivere quell’esperienza è stata più grande della mia paura di volare da sola. In India il mio viaggio è stato duplice, mentre viaggiavo tra i villaggi, le città, le campagne, le risaie, io viaggiavo dentro di me, perché spostandomi ogni due giorni da un posto all’altro, incontrando e scambiando con tanta gente io sperimentavo le mie forze che anche nelle situazioni più difficili ( come febbre, problemi intestinali ecc…) uscivano e affrontavano la realtà. Non credevo di avere tanta forza dentro di me, io che sono sempre stata la deboluccia della situazione, dipendente dagli altri, che non ho mai sentito le mie energie di vita scorrere in me e che non ho mai creduto di potercela fare da sola. Conoscendo l’India ho iniziato a conoscere Alessia, e sapete, vi dirò, non è per niente male!!! Ma la scoperta della potenza che ho dentro io, come ognuno di noi, l’ho fatta anche grazie alla continua testimonianza della gente del posto, che, sulla base della NUOVA CULTURA DI VITA che proviene dall’esperienza di P.Angelo Benolli e che Italia Solidale promuove in tutto il mondo, ha sperimentato nella propria vita la bellezza e la forza della creazione di Dio in loro e fuori di loro, in quell’incredibile natura, uscendo da tutti quei mali e inganni della dipendenza, della povertà, della passività e del non rispetto che vivevano. Vedere loro, che con impegno, forza e fede, riunendosi in piccole comunità di 5-6 famiglie, nel sostegno vicendevole con noi volontari di Italia Solidale e con i volontari donatori che hanno adottato i loro bambini a distanza, sono riusciti ad uscire dalla morte e dalla fame che li attanagliava e ora, attraverso un lavoro creativo e di servizio sono riusciti ad arrivare  all’autosussistenza, ha aiutato anche me a credere in quella creazione di Dio dentro di me, in quelle forze che fino ad oggi erano a me sconosciute e che sono state impedite dai condizionamenti e dalle sofferenze del non amore. Quella gente, così povera, ma così ricca di anima e di vita, sta uscendo da tutto ciò che schiacciava la loro dignità, e questo solo perché è inserita in una solidarietà che li rispetta, che non si sostituisce a loro, che vuole solo lo sviluppo delle loro forze nella loro indipendenza. Non dimenticherò mai i loro occhi, neri, lucidi, profondissimi, fieri e dignitosi che ogni volta che incontravano i miei, sorridevano e amavano. Non dimenticherò tutte le testimonianze di vita che loro hanno condiviso con me, trasmettendomi sempre forza, fede e coraggio; non dimenticherò il rispetto con il quale mi hanno ascoltato, me, che con tutte le mie difficoltà, provavo ad esprimermi e ad aprirmi fuori dalla paura del giudizio…loro non mi hanno mai giudicata.

Loro, attraverso una NUOVA CULTURA DI VITA rispettosa e nell’amore ce l’hanno fatta, io ce la sto facendo e così devono farcela tutti quelli che come era prima per me, stanno male. Io ho ricevuto tanto dalla vita, è arrivato per me il momento di dare e questa mia testimonianza è il mio modo di dire GRAZIE e di dare indietro il prestito solidale di vita che ho ricevuto da P. Angelo e i volontari di Italia Solidale, e dagli indiani.

Questo viaggio è stato per me un viaggio NELLA VITA e PER LA VITA, la mia e quella di tutti i bambini e le famiglie che ho incontrato. Ma ora può essere un viaggio per TUTTI VOI nella VOSTRA VITA, attraverso quella dei bambini che ogni giorno muoiono di fame. Cominciate ad uscire da voi stessi, come è stato per me, apritevi alla VITA di chi ha più bisogno e sarà poi la VITA ad entrare di nuovo in voi e a sanare tutte le ferite di non rispetto e di amore. Fare un’adozione a distanza tramite Italia Solidale, basata su una NUOVA CULTURA DI VITA, vi testimonierà, come è stato per me, la grandezza della vita che ognuno di noi ha dentro.

 

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Alessia, giovane volontaria di Italia Solidale, 25 anni, laureanda in storia dell'arte da 3 anni impegnata nel volontariato per le missioni in India di Italia Solidale.  


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