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L’isola di Lampedusa e le tecniche utilizzate.

by: veglia@cduweb.com
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Con l'impianto nelle due isole di Lampedusa e di Linosa di due piccoli vivai forestali, per le esigenze delle isole stesse; con il provvedersi annualmente anche ad aiutare le giovani piantine, con irrigazioni di soccorso, a mezzo autobotte nel periodo primaverile ed estivo; con la formazione e sistemazione dei gradoni, lungo le linee più o meno orizzontali realizzate mediante scasso profondo con il ripper, con relativa contropendenza a monte, in modo da favorire il convogliamento dell'acqua sia piovana che d'irrigazione, lungo la parte più bassa del gradone su cui venivano collocate a dimora le piantine alla distanza di m. 2 circa una dall'altra.

Con le cure colturali consistenti in zappettature, diserbi, rincalzature e con spietramento della parte superficiale del gradone e relativa formazione di una cordonata a valle, rispetto alla pendice di realizzazione del gradone secondo le curve di livello, con il materiale pietroso di risulta, a sostegno del terreno di riporto del gradone stesso; con l'apertura di buche idonee, per profondità e larghezza, nelle zone particolarmente rocciose a mezzo zappa, piccone ed anche martellone, tra roccia e roccia, in presenza di un buon strato di terreno vegetale, si sono così ottenuti risultati soddisfacenti, con una maggiore percentuale di attecchimento e sviluppo vegetativo delle piccole piantine con "pane di terra'' collocate annualmente, in periodo invernale a dimora, rispetto agli interventi passati. Nei precedenti interventi le piantine forestali da impiantare nelle isole dal vivaio venivano caricate sul camion e trasportate alla banchina d'imbarco di Porto Empedocle, dove venivano scaricate per essere ricaricate nel votone di corda per stivaggio e sistemate nella stiva della motonave.

All'arrivo, sia a Lampedusa sia a Linosa, in mancanza allora di banchine di attracco, le piantine venivano sollevate per mezzo della gru della nave dalla stiva e scaricate a mano sulla barca che faceva il trasbordo dalla nave ancorata al largo e la banchina di sbarco. Qui le piantine venivano, sempre a mano, scaricate dalla barca e poi venivano caricate su mezzi di trasporto fino alle zone d'impiego, dove venivano sistemate a terra, per essere poi riprese a mano a mano che le stesse venivano collocate a dimora nel corso della giornata. Lascio immaginare al lettore lo stato di integrità delle piantine e del loro pane di terra in contenitori di plastica, dopo tante manomissioni e spostamenti. In uno dei tanti viaggi di piantine, a causa del mare di forza elevata, la nave non poté effettuare io sbarco a Lampedusa e proseguì per Trapani ove scaricò le piantine, che ritornarono a Porto Empedocle a mezzo camion a cura e spese della società che gestiva la linea marittima, per essere reimbarcate una seconda volta sulla stessa nave e portate a Lampedusa, non ricordo più dopo quanti giorni dal precedente imbarco.

In merito ancora alla problematica molto importante dell'irrigazione di soccorso alle piccole piantine, nei primi anni d'impianto ci fu un anno, quando non si prevedevano nelle perizie irrigazioni di soccorso, in cui, a causa della particolare siccità durante il periodo invernale, si dovette provvedere ad una specie rudimentale di irrigazione di soccórso di tipo contadino dei vecchi tempi, mediante sotterramento, durante i lavori colturali, vicino alle piantine, cladodi, (pale) di piante di fico d'India, tagliati a pezzi e rami di "erba saponara" (Mesembryanthemum cristallyum), ed effettuando anche la rincalzatura attorno alle piantine stesse, per una maggiore protezione solare estiva della loro parte ipogea, interessata dalle radici. La vera sorpresa è stata grande, quando, in un giorno di piena estate, particolarmente calda di Lampedusa, successivo a quella operazione, mi trovai a visitare i rimboschimenti. Parlando del mio intervento anomalo ed inusuale di irrigazione di soccorso, abbiamo scalzato con le mani il terreno a fianco di alcune piantine e lo abbiamo ritrovato ancora umido e con resti marcescenti, sia di pezzi di "pala" di fico d'India, sia di rami succulenti di "erba saponara".

Quell'annata si ebbe una buona percentuale di attecchimento ed un migliore stato vegetativo delle piantine, come se si fosse provveduto ad un'irrigazione di soccorso a goccia e a lenta cessione.

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Saro Veglia operatore turistico specializzato per le isole Pelagie ed in particolare per Lampedusa.


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