Lotzorai ed il sito archeologico di Fùund'e Mònti
by: zaffiro@cduweb.com
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L'Ogliastra è una terra che i turisti hanno imparato a conoscere e ad amare per le sue bellezze naturalistiche, per le prelibatezze gastronomiche, per le spiagge pulite, i campeggi della Sardegna ben organizzati e per la gente ospitale. Ai più, tuttavia, rimangono sconosciute le ricchezze archeologiche disseminate nel territorio, testimonianze di genti che da epoche remote hanno abitato queste coste e questi monti, impadronendosi del luogo, dominandolo e modificandolo secondo le proprie esigenze abitative e cultuali; questi antichi antenati hanno lasciato numerose tracce del loro passaggio, tramandando all'uomo moderno il proprio modo di vivere la quotidianità, il rapporto con il mondo ultraterreno, la religiosità e l'economia. Il presente documento nasce con l'intento di far conoscere i siti nascosti e le testimonianze di ciò che è stato, affinché non ci si dimentichi che il nostro presente è figlio del passato; si tratta, però, solo di un primo, timido passo verso la valorizzazione di una terra che può offrire tanto e che merita di crescere anche rivalutando il ricco patrimonio archeologico che possiede. Si è scelto di privilegiare siti di fase protostorica e preistorica perché quando si parla di Sardegna, ciò che immediatamente viene alla mente sono le domus de janas, i menhirs, i nuraghi e le tombe di giganti e perché da qui bisogna partire per promuovere e valorizzare i beni culturali dell'Ogliastra.
Necropoli di Fùnd'e Monti
Lungo la strada provinciale che da Lotzorai conduce a Talana, a circa 3 km dal centro abitato, si trova una splendida necropoli ipogeica costituita da ben tredici domus de janas. Le sepolture, scavate a diverse quote lungo le pareti granitiche della collina di Tracùcu, sono sia di tipo monocellulare, con un unico ambiente interno a pianta sub-circolare preceduta, in alcuni casi, da un' anticella, che di tipo pluricellulare, con due o più camere interne; la pianta è prevalentemente a sviluppo longitudinale, ma non mancano domus de janas con pianta a sviluppo laterale. Alcune sepolture hanno un dromos, ovvero un corridoio d'accesso che, in alcuni casi, raggiunge la lunghezza di 4-5 metri; nella maggior parte dei casi, l'ingresso è impreziosito da modanature della pietra, che incorniciano l'accesso come a riproporre la porta d'ingresso delle abitazioni comuni: particolare è la decorazione della tomba, l'ingresso è decorato a guisa di stele centinata. La necropoli è facilmente raggiungibile sia perché sorge a pochi chilometri dal centro cittadino, sia perché è ben segnalata da appositi cartelli che indicano il percorso fino all'area sepolcrale. I rinvenimenti di cultura materiale nel sito ci testimoniano che la necropoli è sorta nel Neolitico Recente (3500-2800 a. C), ma è stata utilizzata a lungo, fino alla prima età del Bronzo (2300-1600 a. C). Sulla sommità della collina di Tracùcu fu edificato un nuraghe, testimonianza del fatto che l'area ebbe continuità di vita ed utilizzo dal Neolitico fino alla piena età nuragica.
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Autore: Marco Zaffiro operatore turistico per i campeggi della Sardegna
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